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sabato 14 giugno 2014

Libertà religiosa. Il convegno della FCEI e della CCERS al Senato


Roma (NEV), 11 giugno 2014 - "Come negli eventi passati, anche questa volta siamo stati incoraggiati a proseguire nel nostro impegno per la libertà religiosa in Italia", ha dichiarato con soddisfazione il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), a conclusione del convegno "Lalibertà religiosa nell'Italia multiculturale", promosso dalla FCEI e dalla Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (CCERS), tenutosi il 9-10 giugno, in Senato. "Un incoraggiamento - ha proseguito Aquilante - sia a seguire da vicino l'elaborazione della legge sulla libertà religiosa, sia a promuovere altri appuntamenti di merito e di studio".

Dopo l’introduzione al convegno del presidente Massimo Aquilante, i professori Enzo Pace (Padova) e Paolo Naso (Roma) hanno affrontato il tema dal punto di vista sociologico e politologico, mentre Sara Domianello(Catania) e Alessandro Ferrari (Insubria) da quello giuridico, nella primasessione moderata da Maria Bonafede. Ne è risultato un quadro complesso, nel quale la pluralità delle religioni in Italia è accompagnata da un'ulteriore varietà interna ad ogni religione: dagli ortodossi agli evangelici, dai musulmani ai sikh. Accanto al dato della varietà è emerso contemporaneamentequello dell’analfabetismo religioso degli italiani, la maggioranza dei quali mantiene una rappresentazione del Paese ancorata all’idea dell’unica religione dominante, quella cattolico-romana.

Un fenomeno così articolato, che pone strutture ecclesiastiche istituzionali di tipo “verticale” accanto ad altre “orizzontali”, il modello episcopale accanto a quello congregazionalista, rende urgente una rinnovata elaborazione da parte del legislatore. Il modello giuridico sinora adottato dall’Italia repubblicana, che ha prodotto ad oggi le intese con alcune chiese ecomunità religiose, non è infatti sufficiente per dare soddisfazione dell’attuale realtà religiosa. E' divenuta urgente una legge sulla libertà religiosa. Le difficoltà per raggiungere tale obiettivo sono da rintracciare nella debolezza delle istituzioni politiche dell’Italia, ovvero proprio degli attori predisposti all’atto legislativo. Si rende quindi necessario un lavoro congiunto, tanto istituzionale quanto sociale.

La seconda sessione, nella mattinata del 10 giugno,dopo il saluto del sottosegretario alle riforme e ai rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto, ha messo a confronto i rappresentanti delle chiese e dei gruppi religiosi. Giuseppe Pasta della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, Maria Angela Falà dell’Unione buddhista italiana, Carmine Napolitano della Facoltà pentecostale di Scienze religiose, Gabriel Ionita della Chiesa ortodossa rumena d’Italia, Alessandro Ahmad Paolantoni per l'Unione delle comunità islamiche d'Italia, Ilaria Valenzi per la FCEI.

Presieduta da Dora Bognandi, la sessione ha mostrato come le difficoltà che le comunità di fede vivono nell'attuale situazione giuridica nel Paese, siano comuni a tutte le confessioni intervenute. Cristiani, buddisti e musulmani indicano le stesse criticità: nell'apertura di luoghi di culto spesso ostacolata da normative locali o regionali; nella definizione e nel riconoscimento dei ministri di culto; nelle procedure per l'ottenimento della personalità giuridica; nella cura spirituale in carceri e ospedali, oggi non garantita. Difficoltà che si devono alla mancanza di un chiaro quadro diriferimento e che, nel caso dell'apertura di luoghi di culto, colpiscono anche confessioni dotate di un'Intesa. Valenzi nel suo intervento ha ricordato come libertà religiosa e cittadinanza entrino nello stesso quadro di una democrazia che si vuole più matura. Di sostegno è stato l’intervento del prefetto Giovanna Iurato del Ministero degli interni, Direzione centrale per gli affari di culto,rallegrandosi per il percorso promosso negli anni dalla FCEI e sostenendo il prosieguo di tali iniziative.

La terza sessione si è aperta col saluto di Pietro Grasso, presidente del Senato, che ha invitato a lavorare in vista di un“comune pensiero”. Alla presenza anche del Governo, nella persona di Anna Nardini, membro della Commissione per le intese con le confessioni religiose,la tavola rotonda è stata introdotta dall’intervento di Roberto Zaccaria, che ha mostrato i tentativi delle passate legislature e lo status quo della legge in preparazione. Ad esso è seguito l’intervento di Valdo Spini che ha dato testimonianza dei risultati raggiunti in passato e delle prospettive da seguire in futuro. Sotto la moderatura di Gian Mario Gillio, la tavola rotonda ha visto gli interventi degli esponenti politici: Alberto Airola (M5S), Vannino Chiti(PD), Sergio Divina (Lega Nord), Luigi Lacquaniti (SEL), Lucio Malan (ForzaItalia).

Gli interventi politici hanno mostrato e confermato l'attenzione per il tema, la coscienza dell'urgenza di intervento e la volontà di porre rimedio con una nuova legge. Al contempo è emersa una sfiducia nell’attuale Parlamento (Airola), e la negazione del problema stesso adducendo la tesi che l’attuale legislazione italiana sia di per sé già ben attrezzata e sufficiente a garantire la libertà religiosa (Divina). Più fiduciosi Lacquaniti, Chiti e Malan, che lasciano intendere allo stesso tempo della necessità di procedere con pragmatismo, passo dopo passo. 


domenica 3 novembre 2013

OSCE 2013 - Conferenza su Libertà di religione o Credo




Varsavia, 26 settembre 2013



Questo articolo è una recensione della giornata (26 settembre 2013) che la Conferenza 
OSCE/ODIHR ha dedicato alla Libertà di religione o credo (Freedom of Religion or Belief). 


venerdì 25 ottobre 2013

Congresso sui Diritti Umani e la Forza del Cambiamento




CONGRESSO AUDA SUI DIRITTI UMANI 

E LA FORZA DEL CAMBIAMENTO

FIRENZE, 31/10-2/11




http://auda-chiesaavventista-it.adventist.eu/2013




Maol – Associazione Universitari e Diplomati Avventisti (Auda) si prepara a vivere un intenso congresso che chiama a raccolta i giovani studenti delle nostre Comunità, ma non solo. Il tema scelto per l’anno 2013 è quanto mai universale e viaggia su un doppio binario. 
Scopo dell’incontro, che si terrà a Villa Aurora (Firenze) tra il 31 ottobre e il 3 novembre, è insieme di stimolare nei nostri giovani una sempre maggiore sensibilità al tema dei diritti umani e di riflettere sulle possibilità di fronteggiare le difficoltà del preciso momento storico in cui siamo chiamati a vivere. 
La crisi socio-economica di cui siamo impregnati non può infatti essere né scusa per voltare le spalle a quei gruppi sociali che sotto i nostri occhi lottano per veder riconosciuti dei diritti fondamentali, né motivo di resa di fronte alle aspettative e alle speranze per il futuro. Ecco dunque il Diritto e il Rovescio di cui ci occuperemo: il diritto come bene da difendere e il rovescio come valore da conquistare.
Ospiti d’eccezione: Marco Ius, pedagogista dell’università di Padova; Mercedes Frias, per i diritti delle donne; Franca di Legge, responsabile del servizio Rifugiati e Immigrati della Fcei; Eugenio Alfano, di Amnesty International; e molti altri: F. Alma, R. di Marzio, A. Di Martino, F. Boschi, G. Polverari. Contributo artistico di Carlos Martinez, mimo professionista.
Per informazioni e iscrizioni: www.audaamicus.it
Gli organizzatori si aspettano una presenza di giovani non soltanto numerosa ma soprattutto pronta a mettersi in gioco come un tennista che scenda in campo e conquisti la vittoria battuta dopo battuta, diritto dopo rovescio.



IL PROGRAMMA






Video spot del congresso su: video.avventisti.it/streaming/spot/diritto-dopo-rovescio














giovedì 12 settembre 2013

Institutional discrimination of minority religions


OSCE





Thursday, 26 September 2013 - Freedom of religion or belief

Institutional discrimination of minority religions; Italy and Romania

Unconstitutional practices – witch-hunts in the media – and social marginalization: stigmatization of minority religions and spiritual movements



venerdì 19 luglio 2013

Congresso Trieste 2013: Riflessioni e Relazioni presentate


Manipolazioni, Abusi e Vessazioni nei Gruppi

Trieste, Italia
Luglio 4-6, 2013


Comitato organizzatore

Cristina Caparesi, Teresa Dennetta, Raffaella Di Marzio, 

Michael Kropveld, Michael Langone



Una Sessione plenaria - Tavola rotonda del 6 luglio

Il Congresso Internazionale di Trieste 2013 è stato un successo, non solo per il numero di relatori  provenienti da tutti i continenti (140), ma anche per la varietà di prospettive e ambiti presenti nei diversi contributi.

L'evento si è aperto il 4 Luglio 2013, con una relazione di Steve Eichel, Presidente del Comitato direttivo dell' ICSA. 


Cristina Caparesi e Steve Eichel

Se volessi sintetizzare lo spirito di questo Congresso userei le sue stesse parole e quindi mi limito a riportarle, in parte, tra virgolette: 

"Sono stato il Presidente dell’ICSA per appena un anno e durante questo periodo sono stato informato dei disaccordi, conflitti e controversie nel nostro campo di studi e nella stessa ICSA. Per natura, non mi interessa così tanto il conflitto. 

Però ricordo le parole di Doug Hodgson, il mio professore di Teoria Politica all’ università, che criticava il mio utopismo post-adolescenziale spiegandomi che l’opposto del conflitto è la morte. 

Per definizione, posso assicurarvi che il campo di studi sul settarismo e l’ICSA sono molto vivi. Ci sono differenze di opinioni significative e a volte molto marcate nell’ICSA, anche se siamo uniti nei nostri obiettivi generali. 

Conosco  membri ICSA e, tristemente, anche ex-membri, che ritengono questi conflitti negativi, cioè come se fossero indicativi di problemi nella nostra associazione o nel campo di studi in generale.

Io sono convinto del contrario. Io credo che il disaccordo, il conflitto e la controversia – fintanto che siano espressi in modo decente e rispettoso - siano un segno di salute e crescita. Fino a un certo punto. Arriva un momento in cui dobbiamo prendere una decisione o posizione ed è impensabile che tutti saranno d’accordo con ogni decisione ogni volta. 

Come presidente, tutto ciò che posso ragionevolmente chiedere è di mostrare pazienza, che ci ascoltiamo gli uni gli altri e con attenta riflessione e onestà intellettuale.  Le sette sono fondamentalmente delle organizzazioni imperfette che, in ogni caso, a volte, potrebbero fare la “cosa giusta”, mentre associazioni come l’ICSA sono di base associazioni ben intenzionate, che, a volte, fanno degli errori.  

È mia speranza che continuiamo a distinguere tra questi due tipi di realtà sociali  e che continuiamo  a cooperare gli uni con gli altri, anche se in disaccordo". 

Per quanto riguarda, invece, una valutazione finale del Congresso, conclusosi il 6 Luglio, invito a leggere l'articolo di Camillo Maffia (relatore al Congresso con una relazione dal titolo "Sette religiose: il ruolo dei media nel problema sociale"),  pubblicato su Agenzia Radicale, Libertà religiosa, a Trieste il volto democratico del contrasto agli abusi psicologici, che mostra come gli auspici del Presidente enunciati il primo giorno del Congresso, si siano poi effettivamente realizzati, insieme agli inevitabili errori, omissioni, imperfezioni, polemiche ecc., che sono parte integrante di qualsiasi evento culturale.

SEGUONO RELAZIONI PRESENTATE  ...


lunedì 15 luglio 2013

Le implicazioni psico-sociali nella nozione di setta










PowerPoint della relazione presentata da Raffaella Di Marzio al Congresso Internazionale di

Trieste (5 Luglio 2013) nella sessione:


Diritti umani, la legge e i nuovi movimenti religiosi,  trovare un equilibrio, il contrasto alle 

Manipolazioni: i diritti delle minoranze religiose - 3° parte. 



Titolo della Relazione: Le implicazioni psico-sociali nella nozione di setta










domenica 30 giugno 2013

Congresso Internazionale Trieste 4-6 Luglio


Congresso
Manipolazioni, Abusi e Vessazioni nei Gruppi

Trieste, Italia

Luglio 4 – 6, 2013


http://italia.icsa.name/


http://italia.icsa.name/


4 Luglio 2013, ore 14-16

Raffaella Di Marzio

Movimenti cattolici di frangia in Italia: principali caratteristiche e diffusione del fenomeno


Questa relazione si propone di illustrare le principali caratteristiche dei movimenti cattolici di frangia in Italia. Si tratta di gruppi che nascono spesso nell’ambito della religiosità popolare e presentano talora caratteristiche settarie. La posizione di questi gruppi si situa su un continuum che va dalla sostanziale fedeltà alla dottrina cattolica e al magistero allo scisma e all'aperta apostasia.  Tuttavia, una peculiarità del fenomeno è che, anche quando le aggregazioni sono apertamente in contrasto con la dottrina e la prassi della Chiesa cattolica, continuano a dichiararsi “autenticamente cattoliche”  rivendicando la propria cattolicità e una speciale missione elitaria di cui si sentono investiti, finalizzata a trasformare la Chiesa cattolica. I dati sul fenomeno sono tratti dall'opera Enciclopedia delle religioni in Italia a cura del CESNUR, in corso di pubblicazione, appena pubblicata.


5 Luglio 2013 ore 14-16

Raffaella Di Marzio

Le implicazioni psico-sociali nella nozione di setta


Questo contributo tratterà la controversa nozione di “setta” attribuita a gruppi religioso/spirituali  di varia origine che si configurano come realtà minoritarie caratterizzate da credenze e prassi “diverse” rispetto a un determinato contesto sociale. La diversità di queste associazioni favorisce l’etichettamento e la creazione di “devianze multiple” percepite come “pericolose” dal contesto sociale in cui nascono e operano. L’etichettamento di gruppi innocui come “sette”, può generare, nei membri di queste organizzazioni, vittime di una “devianza” creata ad hoc, una serie di problemi di varia gravità ed entità. Lo stato di sofferenza dei singoli si ripercuote sulle famiglie e il contesto sociale più generale, e ha una importante ricaduta anche nell’ambito delle attività professionali. Le ripercussioni negative sui minori o i giovanissimi sono ovviamente altrettanto significative. 


5 Luglio 2013, ore 16.30-18-30

Raffaella Di Marzio



Overview: how the social context can lead to violations of human rights

The aim of this panel is to show how press reports and popular prejudices can violate the human rights of former and current NRM members and their children. The panel will show how media accounts that reflect popular prejudices can abuse and discriminate against current and former members. Such media presentations may reinforce popular prejudices, thereby creating a vicious circle. My presentation will provide an introduction to and overview of these issues.

One of the most common popular prejudices, which is often reinforced by the media, is the tendency to judge people on the basis of their group identities, rather than as individuals.  This can constitute an abuse of individual dignity because, for example, a current or former cultic group member is deemed to be a completely unreliable source because of the group with which he is affiliated, even though there may be much variation of opinion within groups and valid claims made by members of different groups. When people are treated as group stereotypes rather than individuals, many problems can arise, e.g., difficulty in finding or keeping a job, unnecessary strains in family or romantic relationships, ridicule or isolation of children at school, antagonism by neighbors.  Moreover, stereotyping people can easily lead to objectification and demonization, which in turn can lead to hurting behaviors that abusers would never consider inflicting upon those whom they see as individual “persons.”

Abuse that results from stereotypes may constitute a violation of the spirit, if not sometimes the letter, of the Universal Declaration of Human Rights, Article 7, which begins: “All are equal before the law and are entitled without any discrimination to equal protection of the law.” Treating all former cultic group members as “unreliable sources” because they are presumed to be merely “disgruntled” or treating all current cultic group members as “unreliable sources” because they are presumed to be “brainwashed” constitutes a form of discrimination, because the individuals in question are not treated as human beings worthy of respect and individualized attention.

One of the most serious violations of human rights that may result from the objectification and demonization of one’s opponents is the suppression of free speech. Attempts to suppress free speech have been observed in a variety of settings: cultic groups against their critics, cult critics against cultic groups, and even cult critics against other critics.  Speech is endangered whenever one party believes that legal pressure, harassment, or coercion is an acceptable way of relating to somebody with whom one disagrees.

I will illustrate some of these points by discussing my experiences during the past 18 years, including my providing help and consultation to worried families, former cultic group members, journalists, law enforcement authorities, and current members of controversial religious and spiritual movements.  I will describe the suffering I have witnessed in current as well as former members.







giovedì 13 dicembre 2012

Congresso Internazionale - Trieste 2013




Dal 4 al 6 Luglio 2013  si terrà, per la prima volta in Italia, il Congresso Internazionale dell'ICSA, l'International Cultic Studies Association. 

Per informazioni su questa organizzazione, in lingua italiana,  è stato realizzato il  Sito ICSA Italia. L'ICSA esiste dagli anni settanta ed è stata, in passato, impegnata attivamente a livello mondiale contro le "sette".

Dopo la fine del CAN (Cult Awareness Network), organizzazione antisette coinvolta in episodi di deprogrammazione, che ha chiuso per bancarotta, la situazione del mondo antisette americano è cambiata.

Si è sviluppato un dialogo tra fronti opposti della barricata: studiosi e associazioni impegnate a difendere le vittime hanno cominciato ad incontrarsi e a rispettarsi vicendevolmente, pur nella diversità di opinioni. Il risultato è stato che le reciproche posizioni sono state riviste e ciascuno ha cominciato a tener conto di quanto dice l'altra parte.

In particolare Michael Langone, uno dei collaboratori di Margaret Singer molti anni fa, ha dato un forte impulso a questo processo di avvicinamento che mira a isolare i gruppi estremisti da entrambe le parti e promuovere il dialogo tra le persone animate da buona volontà e in buona fede. Lo scambio ha prodotto ottimi risultati a livello internazionale. 

Degno di nota è anche il fatto che anche Michael Langone, esponente di rilievo del mondo delle associazioni di aiuto alle vittime, sia assolutamente contrario all'approvazione di leggi anti-manipolazione mentale, nonostante da quasi 40 anni si occupi di assistenza alle vittime e alle famiglie preoccupate per l'affiliazione dei loro figli a qualche Nuovo Movimento Religioso. 

Il nostro Paese ospiterà a Luglio per la prima volta un Congresso internazionale promosso dall'ICSA, SOS Abusi Psicologici, Info-Secte/Info-Cult e Exit S.C.S. Onlus. Le richieste di partecipazione, solo in lingua inglese, sono state oltre 140 ed alcuni relatori sono in lista d'attesa per verificare se sarà possibile inserirli in caso di rinuncia da parte di qualche iscritto.

A questo Congresso parteciperanno esponenti di tutte le parti in causa e ciascuno potrà presentare il suo contributo ed esporlo nel corso di una discussione pubblica. Il dibattito pubblico è essenziale per comprendere un fenomeno così complesso ed è esattamente quello che manca nel nostro Paese, dove chi non è d'accordo con la versione del "più forte" viene perfino perseguitato, segnalato alla polizia e alle istituzioni (segretamente, in modo che non possa difendersi) e perseguito ingiustamente. 

Una sezione molto interessante del Congresso, in lingua inglese,  riguarderà la presenza di "culti aberranti" dentro la Chiesa cattolica e sarà animata da laici e sacerdoti, da membri ed ex membri di gruppi cattolici.

Tuttavia l'aspetto a mio avviso più interessante di questo convegno è il fatto che è stata prevista al suo interno una sezione in lingua inglese specificamente dedicata ai Diritti Umani e alla libertà religiosa, un tema che nei Convegni ICSA entra di solito  molto marginalmente. In questo Convegno invece avrà un suo posto definito e ampio, con la presenza di illustri relatori che si occupano di queste problematiche a livello europeo.

Un' intera sezione del Convegno riguarderà, dunque,  gli abusi e le vessazioni subite dalle persone dentro i culti ma anche  quelle subite dalle persone che appartengono ai culti. Si parlerà di come i media e i pregiudizi popolari possano creare vittime sia dentro che fuori le cosiddette"sette" e potranno finalmente prendere la parola sia gli uni che gli altri: le vittime delle "sette" e le vittime degli "antisette" e dei media.




Tutte le informazioni sulla partecipazioni al Congresso sono sul Sito di ICSA Italia

Per Informazioni: info@sosabusipsicologici.it

giovedì 4 ottobre 2012

Congresso Internazionale del CESNUR 2012


Si è svolto recentemente il Convegno Internazionale 2012 organizzato dal CESNUR e dall'Università di El Jadida, in Marocco.


La sede della Sessione Plenaria  e di quella finale del Convegno


Nonostante i timori per gli ultimi avvenimenti relativi al "famoso" film blasfemo su Maometto, che ha suscitato manifestazioni e problemi di ordine pubblico in alcuni Paesi, anche Africani, gli organizzatori, relatori e ospiti iscritti al Convegno CESNUR hanno, in grandissima maggioranza, coraggiosamente, deciso di recarsi ugualmente in Marocco.

La situazione in quel Paese era, peraltro, del tutto tranquilla: sole e temperature accettabili hanno reso il nostro soggiorno  piacevole, oltre che interessante e istruttivo, come sempre, quando le iniziative culturali e di studio ospitano relatori di alto livello, i cui contributi scientifici   diventano occasione di scambio e arricchimento vicendevole tra studiosi di paesi, culture e mentalità diversissime.



Una Sessione del Convegno


Tuttavia la diversità, in questi contesti, non significa divisione ma solo distinzione e la distinzione conduce alla discussione e al dibattito. Solo chi non ha idee e conoscenze da scambiare e condividere si sente "minacciato"  e diventa, per questo, intollerante verso chi esprime opinioni diverse o opposte alle proprie.

La partecipazione ai Convegni CESNUR, iniziata per me nel lontano 1998, così come quella ai Congressi ICSA, è sempre un momento importante di crescita culturale e umana. Questa volta è stata anche la prima volta, per me, in Africa. 

Azemmour



El Jadida - La Spiaggia


Casablanca - La Moschea

Ricordare il calore e la cordialità delle persone del posto, dei docenti, degli studenti e di tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, ho conosciuto, è un piacere ancora oggi a distanza di dieci giorni dal ritorno a Roma, nonostante le infrastrutture un pò fatiscenti e  le formiche con le quali ho, mio malgrado, dovuto condividere il letto.  

Diverse persone mi hanno chiesto il testo della  relazione che ho presentato. Ora è possibile trovarla sul MIO SITO e sul MIO BLOG. La PHOTO GALLERY è visibile  QUI  e QUI.

venerdì 3 agosto 2012

Si parla di "InGiustizia" alla Camera dei Deputati

Presentazione del n. 108 di Quaderni Radicali 
(speciale agosto 2012) 
“InGiustizia” - Sala Stampa Camera dei Deputati
 

sabato 2 giugno 2012

Convegno CESNUR 2012

El Jadida, Morocco, 20-22 September 2012
Chouaîb Doukkali University

Dal 20 al 22 Settembre 2012 si svolgerà l'annuale Convegno Internazionale  organizzato dal CESNUR e co-organizato con l'Intercultural Studies and Research Laboratory (URAC 57), il Moroccan Culture Research Group (MCRG) presso l'Università di  Chouaîb Doukkali in  Marocco, e l' International Society for the Study of New Religions.


El Jadida

Il tema è: Religion in a Globalized Context: The Mediterranean and the World. I contributi riguarderanno ambiti di studio ad ampio raggio: i movimenti nell'Islam, il pluralismo religioso in Corea, Il Buddismo e le religioni africane nel contesto della globalizzazione, la Chiesa dell'Unificazione, l'Islam nell'occidente, controversie in Giappone e negli Stati Uniti, l'Esoterismo, Pluralismo e Dialogo, Il Mormonismo nella attuale campagna per la candidatura di un mormone a Presidente degli Stati Uniti, i contributi della psicologia alla ricerca e allo studio sui culti.


Il mio contributo è stato inserito nella sessione denominata Religious Movements, Mainline Religion, and Society: Perspectives and Controversies e riguarderà la metodologia di approccio ai conflitti attraverso la mediazione. Un tema di cui ho già parlato al precedente convegno ICSA (International Cultic Studies Association) a Barcellona e sul quale ho scritto un contributo più articolato rispetto ai pochi minuti di presentazione disponibili durante un Convegno.

Ciò che vorrei, tuttavia, sottolineare in questo convegno, e che ho fatto presente anche nel mio libro  quando fu pubblicato, un paio di anni fa, è che a questo Convegno del CESNUR è presente anche una sessione richiesta dall'ICSA (International Cultic Studies Association) che è stata accettata dal direttivo del CESNUR e che si svolgerà venerdì 21 settembre. Vi parteciperanno, oltre alla sottoscritta che fungerà da moderatrice, tre esponenti spagnoli i quali presenteranno contributi sugli abusi nei gruppi, il processo di uscita e la risoluzione dei conflitti familiari.


La presenza di rappresentanze dell'ICSA ai convegni del CESNUR e viceversa è uno degli aspetti più interessanti del tentativo di dialogo che da anni si è instaurato tra i due "fronti". Grazie alla presenza di esponenti - che hanno diverse opinioni sul problema "sette" - negli stessi convegni, è possibile realizzare incontri personalizzati e confrontarsi sulle questioni di merito per cercare di comprendersi meglio e soprattutto di superare i pregiudizi vicendevoli.


Nel mio libro sottolineavo, e ribadisco ancora a distanza di due anni, che purtroppo in Italia non solo non esiste alcun tentativo di dialogo tra i diversi fronti  ma esiste, addirittura, una incapacità settaria di tollerare il dissenso che si manifesta anche verso chi fa parte dello stesso "fronte".

La più grande organizzazione che si occupa di aiuto e ricerca in questo settore, l'ICSA, al suo interno racchiude persone che hanno opinioni e modalità diverse di affrontare lo studio del fenomeno settario e queste diversità vengono valorizzate e discusse nei convegni o in articoli scientifici pubblicati dall'organizzazione, dove ognuno presenta la sua esperienza e le sue idee e chiunque è libero di confutare, criticare le idee degli altri e proprorre altre vie di soluzione.

Durante i Convegni internazionali, e anche al di fuori di essi, tra i diversi studiosi  si svolgono spesso discussioni accese sulle questioni di merito, ma esse rimangono semplicemente controversie nate in un contesto di ricerca scientifica, e la finalità della, eventuale, polemica discussione è quella di fornire all'altro informazioni ed esperienze che non ha per collaborare a promuovere una  conoscenza più approfondita del fenomeno di cui ci si interessa.
Per questo motivo la partecipazione a questi Congressi è sempre una occasione di crescita personale e culturale che raccomando specie ai giovani che intendono intraprendere questo filone di ricerca nei loro studi.














martedì 19 luglio 2011

Riflessioni sul Congresso Internazionale ICSA 2011

Aula Magna: Saluti iniziali
Ho partecipato recentemente al Congresso Internazionale promosso da ICSA (International Cultic Studies Association), Info-Cult/Info-Secte, A.I.S. (Atención e Investigación de Socioadicciones), e Università di Barcellona dal 7 al 9 Luglio 2011, sul tema Psychological Manipulation, Cultic Groups, Social Addictions and Harm. 

Il Congresso è stato un successo sia come numero di partecipanti che come qualità dei contributi presentati ed efficienza dell'organizzazione (Vedi Galleria Foto).

Dispiace segnalare che nessuno degli esponenti italiani della FECRIS (European Federation of Centres of Research and Information on Sectarianism) era presente. C'erano invece esponenti della FECRIS di altri paesi europei. 

Gli italiani presenti erano tre: oltre a  Cristina Caparesi e alla sottoscritta c'era Don Alessandro Olivieri Pennesi, che, nella sessione Are there Cultic Aberrations in the Catholic Church? ha presentato un contributo dal titolo:  Are there Cults in the Catholic Church?

Purtroppo non ho potuto seguire tutte le sessioni, ma vorrei fare qualche considerazione su quelle a cui ho partecipato come relatrice e come spettatrice.

Innanzitutto vorrei dire che  il titolo del Congresso non esprime la grande varietà e complessità di contributi che sono stati presentati. In particolare non mette in evidenza il fatto che in diverse sessioni e in diversi contributi non si è affatto parlato di  "danno" o "manipolazione", ma di prevenzione, formazione, educazione e mediazione.

Patrick Ryan e William Goldberg
La prima sessione a cui ho partecipato è stata quella che si è tenuta al mattino del primo giorno, il 7 luglio.Titolo della sessione era: A Loved One in a Group? Dealing with Alarm and Assessing the Problem. A dirigere la sessione erano W. Goldberg e Patrick Ryan.

Si discuteva sul come aiutare un familiare che si trova a fronteggiare l'affiliazione di un congiunto a un gruppo settario. Le domande venivano poste dai presenti che erano protagonisti di situazioni difficili, spesso fonte di grandi sofferenze personali.
Di fronte a queste richieste di aiuto da parte di persone sofferenti i due relatori si sono sforzati di far comprendere  che l'affiliazione va affrontata per quello che è: un conflitto familiare in cui la "setta" ha sicuramente un ruolo ma anche i singoli e il gruppo familiare fanno la loro parte nella dinamica conflittuale. Il problema va dunque affrontato nella sua complessità senza indulgere a facili semplificazioni che permettono di attribuire tutte le "colpe" dell'allontanamento del familiare alla "setta".
Mentre ascoltavo queste interessanti discussioni riflettevo sul fatto che entrambi i relatori stavano presentando un punto di vista molto simile al mio e molto diverso da quello attuato e promosso dalla maggior parte delle persone che si occupano di "sette" in Italia.

Langone, Millar, Caparesi, Di Marzio
Nel pomeriggio del primo giorno, 7 luglio, si è tenuta la prima delle due sessioni dedicate al tema: Applying Conflict Resolution and Mediation to Cultic and Related Problems -  What is Conflict Resolution and How Does It Differ from Mediation? in cui sono stata relatrice insieme a Patricia Millar e Cristina Caparesi (sul Congresso ICSA Cristina caparesi ha fatto un interessante resoconto). Le tre relazioni avevano un denominatore comune che era quello di esporre una via alternativa alla gestione dei conflitti  legati alla diffusione di culti e religioni alternative.
Il successo della sessione  è stato sottolineato da tutti i partecipanti tra cui la Prof. Eileen Barker, una figura eminente nel panorama accademico (docente emerita alla London School of Economics), Michael Langone (direttore esecutivo dell'ICSA), Steve Hassan, altra figura molto conosciuta e stimata nell'ambiente  e autore di libri che hanno fatto  la storia in questo specifico settore.  
Mike Kropveld
Il moderatore, Mike Kropveld, ha avuto difficoltà a dare la parola a tutti perchè le domande erano veramente molto numerose. Al termine della sessione ci ha ringraziato e ha sottolineato come il successo di una sessione di lavoro si misuri anche dall'interesse del pubblico e dal numero di domande che vengono fatte ai relatori.

A proposito del dibattito successivo alla presentazione delle tre relazioni, ricordo una domanda che è stata fatta a me da un genitore che da molti anni ha perso una figlia a causa di una "setta". Il suo è uno di quei casi, che purtroppo si verificano, nei quali, come ho specificato all'inizio della mia relazione non è possibile tentare alcuna mediazione per arrivare alla risoluzione del conflitto poichè chi sta da una parte della "barricata" non vuole  comunicare con la parte "avversa". Se non c'è la volontà da parte di tutte le parti in causa non è possibile il dialogo e chi dovrebbe facilitare il processo di mediazione ovviamente non può agire in alcun modo. Uno degli elementi fondanti del processo di mediazione è il rispetto, da parte di chi funge da mediatore,  verso tutte le persone coinvolte e verso la loro libera volontà di scelta.
Mike Kropveld e Anuttama Dasa
La seconda parte della sessione  Applying Conflict Resolution and Mediation to Cultic and Related Problems ha preso in considerazione un caso concreto: Changing Groups Through Dialogue: A Macro Approach to Conflict Resolution - The case of ISKCON. Il moderatore era sempre Mike Kropveld, mentre a presentare il caso è stato Anuttama Dasa, Director of Communications for the International Society for Krishna Consciousness (ISKCON). I relatori della prima parte della sessione erano presenti per porre domande al rappresentante di ISKCON o offrire ulteriori contributi. Alle relatrici della prima parte si è aggiunta Eileen Barker.
Il racconto di Anuttama è stato molto interessante. Nel mio intervento ho sottolineato come il caso descritto è stato un esempio di "face-to-face communication" molto ben riuscito in cui i due protagonisti sono stati Michael Langone e Anuttama Dasa, due persone che, secondo punti di vista ristretti ed etnocentrici (nel senso di chi come "pietra di paragone" prende sempre e solo la sua cultura di appartenenza), avrebbero dovuto essere antagoniste e nemiche perchè impegnate su fronti contrapposti. Anuttama ha dato una risposta chiara e sintetica alla mia domanda "Secondo lei qual'è la caratteristica più importante che dovrebbe avere un mediatore?". Ha risposto, semplicemente:  "l'imparzialità". 

Era proprio quello che avevo sottolineato alla fine della mia relazione del mattino quando, concludendo, ho affermato, sulla scia di importanti autori che hanno intrapreso questa strada da decenni, che la comunicazione face-to-face può essere utile se viene facilitata solo da un mediatore che non intende forzare o attaccare nessuno. Il mediatore è la figura-chiave in questo contesto, la sua principale dote deve essere il rispetto per l'essere umano senza alcuna discriminazione. 

Nella sintesi finale ho utilizzato le parole di uno studioso che si è occupato di mediazione dei conflitti per decenni, John Burton. "Dovremmo imparare a vedere il conflitto come un problema da risolvere e non come una partita da vincere".
Eileen Barker
Le altre due sessioni a cui ho partecipato sono: quella in cui ha relazionato Don Alessandro Olivieri Pennesi e quella in cui ha presentato la sua relazione Eileen Barker.
Quest'ultima ha presentato uno studio molto interessante sull'invecchiamento dei membri di gruppi religiosi che si sono affiliati da giovani, alcuni decenni fa, e sui problemi di questa categoria di membri ed ex membri che, oggi in età avanzata, non hanno una pensione nè un aiuto finanziario perchè in età giovanile non si sono preoccupati del loro futuro: il gruppo di cui facevano parte  non riteneva il "futuro" come un problema degno di essere affrontato.  
Il contributo di Eileen Barker è stato importante perchè ci ha illustrato come di questo problema ha parlato con i responsabili di quattro movimenti religiosi in un incontro avvenuto nella sede di INFORM (The Information Network on Religious Movements) alla London School of Economics. Dunque, la Prof. Eileen Barker è un'altra studiosa che "parla con le sette". Ho avuto modo di parlare con lei diverse volte negli ultimi anni, sono andata a visitare la sede di INFORM, ho conosciuto i suoi principali collaboratori, appreso del loro metodologia, consultato la loro biblioteca e ho così avuto un' ulteriore conferma di quanto le etichette che attribuiamo alle persone possano rivelarsi false, specialmente se, con quelle persone, non si vuole dialogare.

Venerdì 8 Luglio, dopo l'ultima sessione, c'è stata la proiezione di un documentario molto drammatico e molto interessante: GOD WILLING, seguito da un dibattito con il suo produttore: Evangeline Grieco. Abbiamo ascoltato le storie autentiche (con i veri protagonisti) di genitori e parenti i cui figli sono improvvisamente andati via di casa per diventare "Fratelli" e "Sorelle" di un gruppo religioso molto chiuso e settario, rinunciando completamente alle loro vite  passate e al mondo, senza mai guardarsi indietro. Questo gruppo è conosciuto come "The Church" oppure "The Brotherhood", fondato da Jim Roberts.  

Anche il nipote di Evangeline Grieco si era affiliato, come altri giovani,  e poi lo ha lasciato. Questo gruppo aveva agli inizi un centinaio di membri, oggi ne ha tra 40 e 60 in tutto. Negli ultimi 15 anni alcuni genitori si sono uniti e sono riusciti ad aiutare circa 75 ragazzi ad abbandonare il movimento. 

Nel documentario si rivivono le peripezie di una madre che, dopo anni, finalmente ritrova sua figlia dopo averla creduta morta e averla cercata ovunque. La scena commovente è quella in cui la ragazza abbraccia sua madre mentre è intenta a fare proselitismo e a  lavorare per il suo leader. Tuttavia questa madre, dopo averla salutata e abbracciata rimane con lei un pò di tempo, e poi la saluta, consolata per il solo fatto di averla rivista.

Nel documentario i genitori che cercano i propri figli, e che qualche volta li trovano e qualche volta no, si mostrano sempre molto affettuosi e ripettosi della volontà dei loro figli anche quando  volentieri li riporterebbero a casa  senza troppi complimenti e contro la loro volontà. Il documentario non mette in evidenza solo le grandi sofferenze dei genitori, ma anche la profonda fede dei giovani nel messaggio religioso che il loro leader gli ha comunicato.


God Willing - Trailer from About Time Productions on Vimeo.


Concludendo, la partecipazione a questo congresso è stata per me un'esperienza particolarmente arricchente e credo di interpretare anche le impressioni di altri convegnisti dicendo che è stata un'occasione  per apprendere e confrontarsi tra persone che hanno esperienze  e metodologie di approccio diverse.

La mia speranza è che nel nostro paese si possa imparare a condividere conoscenze ed esperienze anche con i colleghi che si trovano all'estero superando così quel provincialismo e quella "chiusura mentale"  che spesso contraddistingue gli operatori nostrani e con la quale ho avuto modo di scontrarmi ripetutamente.

Sembra proprio che in Italia non si riesca a dialogare/mediare neanche tra persone che si trovano dalla stessa parte della "barricata": c'è, di conseguenza, molta strada ancora da fare e mi auguro che ci sia qualcuno disposto, come me,  a mettersi in cammino.


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Sul Congresso ICSA Leggi l'interessante resoconto di un'altra relatrice italiana: Cristina Caparesi