VISITA IL SITO DI RDM

Visualizzazione post con etichetta Studi e Ricerche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Studi e Ricerche. Mostra tutti i post

domenica 16 giugno 2013

Pillole di verità


Oggi, mentre studiavo il libro curato da  James R. Lewis (Ed.), The Oxford Handbook of New Religious Movements, New York: Oxford University Press, mi sono imbattuta in una ricerca di Anthony D. e Robbins T. (2004), Conversion and “Brainwashing” in New Religious Movements, che ho trovato molto illuminante. 




I due autori sono uno psicologo forense e un sociologo della religione. 

A un certo punto, quando parlano dell'ACM (Anticult Movement), scrivono questo:


"In generale noi riteniamo che il conflitto tra le religioni alternative e i loro avversari antisette sia essenzialmente un conflitto religioso. 

Il movimento antisette può essere considerato come un tipo di movimento che  rivitalizza la razionalità modernista  e l’individualismo utilitarista. 

L'ACM accusa le sette di distruggere l’autonomia e l’individualismo. L“individualismo espressivo”, cioè la vera autonomia,  non può, dal punto di vista dell’ ACM, essere basata sulle esperienze trascendenti, gli stati di coscienza estatici o mistici o le intense emozioni. 

Piuttosto, tali esperienze vengono interpretate in termini di pericolose trance ipnotiche, stati dissociativi patologici, regressione infantile, depersonalizzazione, ed una enorme quantità di emozionalità manipolata che, si suppone, eroda l’autonomia personale  e imponga una identità artificiale di gruppo che sostituisce l’autentico ego della vittima.

I conflitti sulle sette, così,  implicano conflitti sui valori fondamentali e sono più simili alle prime guerre di religione che a posizioni opposte nell'ambito della scienza psicologica obiettiva che metterebbe in luce una psicopatologia indotta dalle sette" (Anthony e Robbins, 2004).

*Enfasi aggiunta da me

giovedì 15 novembre 2012

Movimenti Antisette e Neutralità dello Stato: Un caso di studio: la FECRIS

Scarica il libro

Quando ho deciso di approfondire lo studio dei movimenti antisette, sulla scia di molti altri prima di me, mi sono accorta che, in Italia, pochi studiosi se ne erano occupati, mentre all'estero, in Europa e negli Stati Uniti (e ho scoperto, in questi ultimi tempi, anche in Giappone) gli studi sul fenomeno fioriscono già da molti anni.

I miei contributi sul fenomeno sono stati da qualcuno interpretati come attacchi a persone e associazioni, come se io fossi la sola persona al mondo ad aver riportato determinate tesi.

Le reazioni scomposte, fatte di esposti e denunce, a quello che non è altro che un dibattito scientifico in atto da anni in diversi continenti, dove il fenomeno "antisette" è oggetto di  studi e ricerche condivise e discusse nel corso di numerosi Congressi internazionali, si commentano da sole.

Recentemente sono venuta a conoscenza di una interessante ricerca che va ad arricchire la bibliografia accademica già esistente da anni.

E' stata da poco pubblicata, dalla Technische Universität Dresden (http://www.r.s.g.info),  una interessante ricerca sulla FECRIS, nel libro: 

Freedom of Religion or Belief - Anti-Sect Movements and State Neutrality - A Case Study: FECRIS.

Journal for the Study of Beliefs and Worldviews 

Edited by Gerhard Besier and Hubert Seiwert in cooperation with James A. Beckford, Massimo Introvigne, James T. Richardson, Richard Singelenberg, Hermann Weber. 

Religion – Staat – Gesellschaft 13 (2-2012)
S. 179–180 | ISSN 1438-955X

Il testo è completato e valorizzato da una introduzione e una conclusione di Willy Fautrè, direttore di Human Rights Without Frontiers, molto impegnato nella difesa dei diritti umani contro tutte le forme di discriminazione,  che ho avuto modo di conoscere durante l'ultimo Congresso CESNUR in Marocco, nel corso del quale ho potuto scambiare qualche idea con lui.

L'aspetto più interessante dell'opera è che ciascun autore ha mostrato la metodologia con la quale la FECRIS opera in diverse nazioni europee e quali possono essere i pericoli, in ciascuna nazione, per i diritti umani e per la libertà religiosa, derivanti da queste attività. 

Willy Fautrè, nell'introduzione al libro, dice che la FECRIS, che si esprime attraverso 25 associazioni in Europa, "è controversa e la sua crociata contro le sette pone molte e fondamentali domande". 

Nella sua conclusione Fautrè mette in evidenza come associazioni membri della FECRIS nelle nazioni prese in considerazione dalla ricerca, mettano in atto azioni discutibili come:

[...]

" - negare lo statuto di religione ad associazioni religiose riconosciute dallo Stato, violando così l'art. 9 della Convenzione Europea dei Diritti Umani

- cercare di limitare o impedire il diritto dei Nuovi Movimenti Religiosi alla libera associazione, alla libertà di espressione e ad accrescere il numero dei loro membri

- cercare di limitare il diritto dei genitori che aderiscono a un Nuovo Movimento Religioso a dare una educazione religiosa ai loro figli con il pretesto che questi ultimi sarebbero in grave pericolo e che avrebbero bisogno di essere protetti dall'indottrinamento

- sostenere una gerarchia di religioni che discrimina i NRM e li relega a una sottocategoria chiamata "harmful, dangerous, destructive or totalitarian sects"

- etichettare attraverso i media interi gruppi religiosi che sono registrati e legali e che non sono mai stati condannati dai tribunali

- diffondere false e infondate accuse e formulare sentenze di condanna sulla base di informazioni diffamatorie

- creare panico sociale mettendo continuamente in guardia contro i NMR

- creare, con i loro discorsi di odio, un clima di intolleranza che porta ad abusi verbali, minacce, aggressioni fisiche contro le persone e attacchi contro gli edifici delle comunità, compreso l'incendio doloso"

[...]

N.B. Il testo completo della conclusione, in inglese, si può leggere nel libro

Questa ricerca sulla FECRIS  è l'ultima  di una serie molto interessante, pubblicata per la prima volta nel  2000,  i cui titoli sono sul sito dell'Università.




---------------------------------------------------------------------------------------------------------------


INDICE 


Introduction 

Papers and Essays


Regis Dericquebourg
FECRIS: European Federation of Research and Information Centers on Sectarianism 



Patricia Duval
FECRIS and its Affliates in France. The French Fight against the “Capture of Souls” 



Human Rights Without Frontiers correspondent in Russia
FECRIS and its Affliate in Russia. The Orthodox Clerical Wing of FECRIS 


Christian Brünner/Thomas Neger
FECRIS and its Affliate in Austria. State and Mainline Religions against Religious Diversity 


Gerhard Besier
FECRIS and its Affliates in Germany. The Country with the Most Anti-sect  Organizations 


Miroslav Jankovic
FECRIS and its Affliate in Serbia. Centre for Anthropological Studies: Spreading of Religious Intolerance or Struggle for Human Rights and Freedoms 

Willy Fautré
Conclusions 

Review / Preview 

Index 


INDICE DEGLI AUTORI

Prof. Dr. Dr. Dr. h. c. Gerhard Besier, TU Dresden, Philosophische Fakultät,Lehrstuhl für Europastudien, Chemnitzer Str. 46, 01187 Dresden, GERMANY (gbesier@aol.com)

Em. Univ.-Prof. Dr. Christian Brünner, Karl-Franzens University Graz, Universitätsstrasse 15 C/3, 8010 Graz, AUSTRIA (christian.bruenner@uni-graz.at)

Prof. Regis Dericquebourg, Sociologist, Assistant professor in Social and clinical Psychology at the University Charles De Gaulle, Lille 3 (France), Doctor in sociology (Paris V, Sorbonne), President of the European Observatory of Religion and Secularism (Laïcité), Member of the Group Society, Religion, Secularism – National Center for Scientific Research (Paris-France) Rue Faidherbe, 59110 La Madeleine, FRANCE (redericq@netcourrier.com)

Patricia Duval, Attorney-at-Law, Paris Bar, Avenue du Coq 6, 75009, Paris, FRANCE (duval.patricia@gmail.com)

Prof. Willy Fautré, Director of Human Rights Without Frontiers, Chemin de la Mastelle 30, 7063 Soignies, BELGIUM (w.fautre@skynet.be)

Miroslav Jankovic, human rights lawyer and researcher, Omladinskih brigada 85, 11070, New Belgrade, SERBIA (miroc.jankovic@gmail.com)

Mag. Dr. iur. Thomas Neger, Karl-Franzens-University, Institute for Austrian, European and Comparative Public Law, Political Science, Universitätsstrasse 15A/1, 8010 Graz, AUSTRIA
(thomas.neger@uni-graz.at)

Groupe Sociétés, Religions, Laïcités (GSRL) – Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS).

------------------------------------------------------------------------------------------


INTRODUCTION


Willy Fautré


In the last few years, religious issues have again been prominent in the news and on top of political agendas. The EU institutions which were so indifferent, if not reluctant to initiating any debate on religious topics until the end of the first decade of the 21 st Century, are now interested in religious freedom issues outside the European Union.

At the European Parliament, conferences on Christian minorities in Muslim countries and also on the veil or the burqa in the European Union have been organized. Other initiatives meant to create new mechanisms to mainstream religious freedom issues in the machinery of the European Parliament are also in progress. However, this also wakes up well known polarizations which namely oppose religious circles to supporters of a certain laicité and associations defending women’s rights hostile to the Catholic Church. 

The office of the European Union’s High Representative for Foreign Affairs and Security Policy, Lady Ashton, has already integrated religious freedom into its organization chart and someone has been appointed to this end. Since the beginning of this legislature, a mushrooming in the numbers and activities of the religious and anti-religious lobbies has suddenly accelerated in Brussels where European institutions have their permanent seat and where the Parliament works 2-3 weeks per month.

The awakening of society and politics to certain religious issues does not necessarily mean that a new wind has started to blow. A calm sea has long reigned and debates have been frozen for too long but the religious climate has started to warm up, to melt the ice of indifference, to move the waves and to fill the sails of the public debate. The wind that has started to blow now appears to be swirling and capricious.

The return of religious issues into the public debate, sure, but also the return of powers opposed to the freedom to believe and to change one’s religion whatever the clothes they adorn.

One of these powers is FECRIS (European Federation of Centers for Research and Information), an organization uniting 25 anti-sect organizations in Europe which was founded in Paris in 1994 on the initiative of the French association UNADFI (National Union of Associations for the Defense of the Family and the Individual). 

This organization is controversial and its crusade against sects poses a number of fundamental questions. This study will focus on the FECRIS member associations in five European countries: France, the cradle of laïcité and the driving force of the anti-sect fight in Europe promoting the separation between State and religion; Austria and Germany, where public powers and dominant churches lead a common struggle against “sects”; and Serbia and Russia, two Orthodox countries in which FECRIS member associations include Orthodox missionary departments instrumentalizing the sect issue to eliminate competitors of Orthodox
Churches. 

Various specialists from the five countries have contributed to this research under the aegis of Human Rights Without Frontiers. 






lunedì 11 luglio 2011

Religione e Benessere psicologico


Nella nostra società si assiste da anni ad una rinascita del sentimento religioso, una ricerca di spiritualità che talvolta si manifesta anche nell’accettazione di credenze che appaiono “diverse”, strane e molto lontane dal comune modo di pensare. 

Il fenomeno riguarda persone di tutti i ceti sociali, di diverso livello culturale, di tutte le età e non fa distinzione di aree geografiche.

Il bisogno religioso non è stato, dunque, soffocato come pensavano gli scettici, gli esaltatori delle possibilità della ragione e della scienza o i fautori dello scientismo e della “morte” di Dio.

La psicologia della religione si occupa dello studio e della ricerca sull'atteggiamento religioso in generale e anche di queste deviazioni settarie che causano molti problemi e conflitti individuali e sociali.


Gli interessati ad approfondire questo argomento possono leggere un mio contributo scientifico sul tema, appena pubblicato su  


Gli altri  cinque contributi (anni 2010 - 2011) sono reperibili attraverso i link della 





giovedì 23 giugno 2011

Plagio, circonvenzione e perizie psichiatriche

E' questo il titolo di un interessante studio di Simonetta Po appena pubblicato sul sito Allarme Scientology.

Si tratta di una riflessione scaturita dalla  lettura delle perizie psichiatriche disposte dal Giudice Guicla Mulliri nel 1987, mentre stava istruendo il processo contro numerosi dirigenti della Chiesa di Scientology italiana.

Partendo dalla lettura dei documenti l'autrice fa una serie di riflessioni sui metodi utilizzati da Scientology e sulla utilita' della  reintroduzione del reato di plagio, come auspicano alcune   "associazioni antisette" italiane. 

Dall'esame delle 14 perizie effettuate dai cinque psichiatri chiamati dal Giudice emerge chiaramente la complessità della questione da dirimere e cioè se le persone, all'epoca dei fatti oggetto di indagine, fossero capaci di intendere e volere o affetti da infermità o deficienza psichica.

La lettura di questo studio può essere utile per comprendere come leggi draconiane e liberticide - mi riferisco al DDL 569 - che prevede la reintroduzione del reato di plagio nel nostro codice penale, siano non solo inutili ma anche dannose e che il nostro ordinamento dispone già delle necessarie misure utili a tutelare gli individui (si veda la circonvenzione di incapace).


domenica 13 marzo 2011

Affiliazioni religiose e Conflitti sociali










Una proposta di approccio empatico-cooperativo 













 --------------------------------------------------------





Articolo di Raffaella Di Marzio - © Marzo 2011






La risoluzione dei conflitti è un processo molto complesso sia perché si presenta in diversi ambiti relazionali sia perché, nel contesto sociale in cui viviamo, quando le parti in conflitto non sono in grado o non vogliono gestirlo autonomamente, chiamano in causa altre professionalità delegando loro il compito di trovare una soluzione che permetta, a chi si ritiene danneggiato, di essere “risarcito” (intendendo questo termine nella sua accezione più vasta).

L'intervento di altre persone nella dinamica conflittuale ha certamente l'obiettivo di facilitarne la soluzione e dirimere le controversie, ma è necessario che si verifichino determinate condizioni perché il processo si concluda in modo soddisfacente per le parti in causa.

In questo articolo mi occuperò soprattutto dei conflitti familiari e sociali legati ad affiliazioni religiose, ma, per chiarire alcuni concetti piuttosto complessi, mi riferirò anche agli studi sulle controversie di tipo amministrativo e su un caso particolare di conflitto interetnico.

----------------------------------------------------






1. Istituzione della media-conciliazione






2. La comunicazione face to face nei conflitti interetnici






3. Una ipotesi di approccio empatico cooperativo




----------------------------------------------------






Riferimenti




1) Herbert. C. Kelman, The Problem-Solving in Conflict Resolution, in Comunication in International Politics. Richard L. Merritt (Ed.), University of Illinois Press, 1972.

2) Raffaele Felaco e Monica Terlizzi, Decreto legislativo n° 28 del 4 marzo 2010: istituzione della media-conciliazione, risoluzione alternativa delle controversie, in La Professione di Psicologo n. 01/2011.

3) Raffaella Di Marzio, Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto, Magi Edizioni Scientifiche, 2010.

4) Decreto Legislativo n.28 del 4 marzo 2010 pubblicato in G.U. n.53 del 5.3.2010.

5) Decreto Ministeriale n.180 del 18 ottobre 2010 pubblicato in G.U. serie generale n.258 del 4.11.2010.  



domenica 9 maggio 2010

Religione e Benessere

Il problema della relazione tra sentimento religioso e salute fisica e psichica è da molto tempo un fenomeno allo studio di psicologi e medici.

Si tratta di un rapporto, quello tra corpo e psiche, che affascina l'uomo di scienza da sempre, ed è anche un mistero che sfida ogni giorno l'uomo e lo scienziato per la profondità dei significati che in esso si nascondono.

Enorme interesse riveste questo fenomeno anche per l'uomo religioso e per chi ha il ruolo di leader spirituale a qualsiasi titolo e a qualsiasi denominazione o forma spirituale appartenga.

Il rapporto tra religione e salute psico-fisica presenta, come è logico aspettarsi, anche un "lato oscuro" oltre a quello rassicurante che rende, in alcuni casi, la religione una vera e propria "medicina" per chi vi aderisce con profonda fede e dedizione.

Gli interessati ad approfondire questo argomento possono leggere un mio contributo scientifico sul tema, appena pubblicato su  

benessere.com (Maggio 2010)














venerdì 9 aprile 2010

giovedì 30 aprile 2009

Cronaca di un suicidio di massa


Nel Novembre scorso è stato commemorato il trentennale della tragedia di Jonestown (Guyana francese) nella quale, il 18 Novembre 1978, morivano (suicidi o assassinati) 918 persone di cui la maggioranza erano membri della setta del Rev. Jim Jones.

Otto anni fa scrissi un articolo su questa strage nel quale ricordavo anche le altre stragi avvenute in gruppi religiosi. Lo feci in seguito al verificarsi di un’altra tragedia: quella del Movimento per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti di Dio, in Uganda, nel quale perirono circa 1000 persone.

Avevo studiato il caso di Jim Jones diversi anni fa grazie anche ad un libro di Arturo Domenico Nesci,
La Notte Bianca, che, all'epoca dei fatti, si era recato sul posto e aveva svolto una ricerca sul campo.

La lettura del libro e una mia intervista a Nesci, che accettò di incontrarmi all' Università, mi spinsero a scrivere un articolo:
Troppe "notti" da dimenticare, che pubblicai sul mio portale e che ancora oggi ritengo possa essere utile per chi è interessato a comprendere non solo questa strage, ma, più in generale, il fenomeno delle pericolose derive settarie che in alcuni gruppi hanno causato la morte di molte persone.

La strage avvenuta in Uganda all'interno del Movimento Restaurazione dei Dieci Comandamenti di Dio, che superò per numero di vittime anche quella di Jonestown, fu l'argomento di discussione della mia ultima tesi di laurea, quella in Scienze Storico-religiose.

Recentemente ho scoperto che esiste un Istituto dedicato al drammatico caso di Jonestown: The Jonestown Institute con un archivio imponente e il nome, la descrizione, le foto e i messaggi di tutte le vittime.

Fino a qualche tempo fa in italiano non si avevano documenti e filmati completi come ce n'erano in lingua in
glese.

Tuttavia, qualche giorno fa, ho scoperto una puntata del programma La Storia siamo noi, condotta da Minoli, dedicata al massacro di Jonestown e intitolata: Vita e Morte del tempio del Popolo, Suicidio di Massa. Credo che sia la prima ricostruzione abbastanza completa in italiano.

Per
facilitare la visione dei sei filmati ho creato una sezione sul mio Portale SRS con sei diversi articoli nei quali ho anche sintetizzato i contenuti di ogni filmato.


domenica 20 aprile 2008

Alcuni Studi e Ricerche


Sul Portale SRS (Sette, Religioni e Spiritualità), che era online all'indirizzo www.dimarzio.it, nel corso degli ultimi cinque anni avevo pubblicato alcune centinaia di articoli, la maggior parte dei quali erano stati scritti da me.

Erano anche pubblicati decine di Documenti del Magistero cattolico riguardanti in vario modo il fenomeno della diffusione di Sette e Nuovi Movimenti Religiosi.

Nella speranza di rivedere presto online il mio Portale, ho cominciato a reperire sul Web alcuni miei articoli che mi sembrano più significativi per dare un'idea del lavoro scientifico che ho svolto negli ultimi 15 anni.

Alcuni articoli sono presenti nella cache di Google.

Sono solo all'inizio della mia ricerca ma devo dire che non immaginavo quanta parte del mio lavoro fosse stata diffusa e riprodotta in altri Siti Web.

Internet è una memoria incredibile, nel bene come nel male.

Ecco i primi articoli che, tra i tanti, ho scelto di "recuperare".

La scelta è determinata dal fatto che molti di questi articoli risalgono a più di 10 anni fa e oggi, certamente, non li scriverei più nello stesso modo.

Alcuni di quelli linkati sono in versione integrale; di altri, invece, è a disposizione solo l'abstract.