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sabato 8 dicembre 2012

Una iniziativa opportuna e memorabile

Desidero segnalare e dare grande risalto a una iniziativa, quanto mai opportuna e, a suo modo,  memorabile. 

Si tratta dell'Interrogazione Parlamentare (Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835) presentata dai seguenti senatori, per ciascuno dei quali ho linkato la relativa Scheda:


ALBERTI CASELLATI (PDL)

CASELLI (PDL)


CARUSO (PDL)


DE FEO (PDL)


DE LILLO (PDL)


IZZO (PDL)


RIZZOTTI (PDL)


SCARPABONAZZA BUORA (PDL)


TOMASSINI (PDL)


SPADONI URBANI (PDL)


VALENTINO (PDL)


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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835

Atto n. 4-08835

Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851

ALBERTI CASELLATI , CASELLI , CARUSO , DE FEO , DE LILLO , IZZO , RIZZOTTI , SCARPA BONAZZA BUORA , TOMASSINI , SPADONI URBANI , VALENTINO 

- Ai Ministri dell'interno, della giustizia, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute. -

Premesso che:


alla luce dell'inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d'Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un'efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitò a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d'educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l'istituzione di centri nazionali e regionali d'informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, e attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione "State, religion, secularity and human rights" n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che "La libertà di religione è protetta dall'Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall'Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle "previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell'interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell'ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui" (Articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani";




8 commenti:

Anonimo ha detto...

Rilevo una certa contraddizione tra la raccomandazione 1412/99 (che va contestualizzata) e la 1804/2007.
Entrambe pero' raccomandano di non ricorrere a leggi o dispositivi speciali.
La prima dice chiaramente di istituire servizi informativi CHE NON SIANO AFFIDATI ALLE ASSOCIAZIONI DI ASSISTENZA ALLE VITTIME.
In Italia, invece, sono proprio i cosiddetti antisette a informare le istituzioni... e il pubblico (e i media).
La racc. 1804/07 raccomanda nello specifico il principio di laicité, di neutralità, di separazione tra stato e religione. Ma gli antisette italiani, tramite i loro portavoce istituzionali, vorrebbero una "miviludes" nazionale, che a me pare andare proprio in direzione opposta alla raccomandazione visto che si tratta di una intrusione dello stato in questioni da cui si raccomanda di tenersi fuori.
La racc. 1804/07 cita al punto 17 la libertà di espressione, ma dev'essere sfuggito. Rientra nella libertà di espressione anche criticare le associazioni antisette e definirle sette antisette, se è il caso. O rilevare i loro estremismi e il loro carattere polarizzato e fortemente ideologizzato.



Raffaella Di Marzio ha detto...

La ringrazio per questo suo commento.

Ho scritto che questa interrogazione è opportuna e memorabile perchè è importante che chi ha una determinata opinione su come contrastare il presunto "allarme sette" dica anche come farlo e perchè.

Bene, grazie a questa interrogazione ora sappiamo che alcuni senatori del PDL vorrebbero un'altra MIVILUDES nel nostro Paese, organismo già sottoposto a controllo da parte dell'OSCE e che è stato stigmatizzato chiaramente da uno studio accademico appena pubblicato: Freedom of Religion or Belief- Anti-Sect Movements and State Neutrality- A Case Study: FECRIS

Questo studio non l'ho pubblicato io, ma l'Università di Dresda sotto l'egida di Human Rights Without Frontiers, il cui direttore Willy Fautrè, ha redatto l'introduzione e la conclusione del testo.

Fautrè mette ben in evidenza le violazioni dei diritti umani causate dalle attività dei gruppi antisette federati sotto la sigla FECRIS, in 5 diversi paesi europei, tra i quali la Francia, e, naturalmente, l'organizzazione citata nell'interrogazione: la famigerata MIVILUDES.

Ora che siamo al corrente di questa posizione e di queste richieste, con tutto il rispetto per chi le fa, possiamo parlarne, discuterne e anche dire che non siamo d'accordo e perchè.

Il suo intervento, tra l'altro, chiarisce alcuni aspetti che mi erano sfuggiti, come per esempio quello, importantissimo, che lei giustamente scrive in maiuscolo: i servizi informativi non dovrebbero essere affidati alle associazioni di assistenza alle vittime, anche se queste associazioni possono avere un ruolo importante nell'aiuto.

So per esperienza che ci sono gruppi di sostegno che fanno un'opera meritoria nei riguardi di chi esce da un'esperienza traumatica o di qualche familiare preoccupato.

Ciò non vuol dire che si debba attribuire a questi centri un ruolo istituzionale che non compete loro, come dice giustamente la raccomandazione.

Il testo che citavo sopra è scaricabile dal mio sito

Raffaella

Simonetta ha detto...

ho tradotto e messo qui
http://alessiaguidi.provocation.net/fecris.pdf

alcune pagine del libro (a cura) di Besier sulla FECRIS, in particolare conclusioni e raccomandazioni di Fautré

Raffaella Di Marzio ha detto...

Grazie.

Molto utile.

Un breve paragrafo della conclusione di Fautrè lo avevo tradotto anche io in questo post:

http://raffaelladimarzio.blogspot.it/2012/11/movimenti-antisette-e-neutralita-dello.html

Tuttavia avere Introduzione e conclusione in italiano, in versione integrale, è un ottimo contributo che ci aiuta a leggere questa interrogazione in un contesto più ampio e a suo modo "illuminante".

Chi è interessato, dunque può leggere la traduzione qui:

http://alessiaguidi.provocation.net/fecris.pdf

Raffaella

Anonimo ha detto...

1) In pratica vorrebbero essere pagati dallo stato per fare quello che fanno.

2) Allo stesso tempo propugnano teorie senza fondamento scientifico.

3) Basta fare qualche sparuta critica qua e là e sembrano cadere vittima della "sindrome dell'assedio"

4) E' possibile che stiano leggendo questo post, lo stiano copiando e segnalando a qualche funzionario pubblico ("sarebbe doveroso")

5) Aristotelici:
a) Le sette sono un pericolo per la democrazia (lol).
b) Loro combattono le sette.

c.1) Chi critica loro critica la difesa della democrazia.
c.2) Criticare la difesa della democrazia significa essere un pericolo per la democrazia.
c.3) Il sottoscritto non può che essere un pericolo criminale.


ps. Fonte Avvenire 7 dicembre 2012


Parlando di religiosi tedeschi colpevoli di abusi sessuali negli ultimi 10 anni dice:

"66 invece figure responsabili di abusi su un totale di 275 persone"

Aiuto aiuto! Pericolo preti! Chiamate la squadra antisette! Sopratutto perché questi sono solo quelli denunciati! Il fenomeno è SOMMERSO.

Raffaella Di Marzio ha detto...

Grazie.

Lo sapevo che era una buona idea, quella di fare un post su questa Interrogazione...

Ora mi accorgo che, in realtà, è stata un'OTTIMA idea ... anche per chi ha il "dovere" di "segnalarci"... così avrà qualcosa da fare nei prossimi giorni.

Buone segnalazioni a tutti ...

Raffaella

Simonetta ha detto...

Magari nel prossimo futuro provvederò anche alla traduzione dell'introduzione al libro (a cura) di Besier sulla FECRIS di Fautré (non l'ho fatta) e in particolare all'articolo
"FECRIS: European Federation of Research and Information Centers on Sectarianism" di Regis Dericquebourg su storia, struttura, affiliazione, conferenze e finanziamenti, ideologia, attori preminenti, attori FECRIS e giustizia.

Molto interessante è anche la Raccomandazione Consiglio d'Europa del 2007 già citata, e riportata nell'interrogazione parlamentare.
In essa si ribadisce con forza la necessità di separazione tra chiesa e stato.

Mi chiedo se per alcuni il fatto che abbiamo citato questi documenti costituisca un presunto reato da segnalare alle autorità o di cui frignare con le istituzioni e le squadre speciali della polizia.

Raffaella Di Marzio ha detto...

A proposito dell'ultima frase del tuo commento, vorrei condividere un mio problema.

E' presto detto. Ormai da anni mi assilla una domanda: ma queste associazioni quanto sono impegnate a combattere le sette?

Non combattono sette giorni su sette per arginare un fenomeno così diffuso e non hanno centinaia o migliaia di vittime da assistere, fuoriusciti da aiutare, famiglie da sostenere?

Come fanno ad avere anche il tempo per contattare avvocati, magistrati, poliziotti, ordini professionali, organi istituzionali, senatori e deputati, assessori, sindaci, membri di Consigli regionali, sacerdoti, vescovi, Napolitano, il Santo Padre ...

Ecco, queste domande mi assillano da anni. Ma un giorno troverò la risposta, ne sono certa.

In verità una mezza idea ce l'avrei ...

Raffaella