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domenica 1 luglio 2012

Una legge da "interpretare" per gli amici e "applicare" ai nemici


Tratto da F.I.R.S.

 
Newsgroup: free.it.religioni.scientology
Da: Leonardo Serni ...@tin.it>
Data: Sun, 01 Jul 2012 15:02:42 +0200
Locale: Dom 1 Lug 2012 15:02
Oggetto: Re: ROMA, maggio 2012. li antisette auditi dal senato (522.235ma puntata)
 


On Sun, 1 Jul 2012 04:14:55 -0700 (PDT), Kumbaz ...@yahoo.it> wrote:
 
 >Non mi risulta che la proposta di legge in discussione ponga degli 
 >"standard" discriminatori con cui valutare l'esistenza o meno del
>plagio!?!

Ma appunto questo è il suo più grosso difetto, che portò del resto anche all' eccezione di incostituzionalità. Non ponendo degli standard, si entra nella nebbia: avremo una di quelle leggi che "per gli amici si interpretano, ai nemici si applicano".

In questa situazione, chi ha più amici, chi è più radicato sul territorio e/o nella cultura in questione, vince: quando lui plagia, "e' tradizione". Mentre i nuovi venuti lo prendono ripetutamente nel fiocco.

Ed e' giustizia questa? No: è abuso. E' arbitrio.

Una buona legge per prima cosa dovrebbe stabilire COME MISURARE IL DANNO. Poi si può decidere che valore economico dargli.

Un fusto fascinoso che fa perdere la testa e il giudizio a una ragazza, quale danno le fa? Come lo misuriamo? La ragazza lo copre di regali costosi. E' una cosa ammissibile oppure no? Lei è contenta.

Non è una ragazza ma è una signora matura che sperpera il patrimonio coprendo il giovanotto di orologi, automobili, forse la villa. La figlia della signora si incazza come una faìna e lo denuncia (toh!) per plagio.La signora obietta che finché lei è viva i soldi sono di lei e lei ne fa quel che vuole, compreso finanziare il giovanotto perche' e' bello e la fa sentire giovane e desiderata.

In assenza di un listino ("farti sentire una ragazzina: 1000 EUR al giorno"), come si fa a dire se il giovanotto da' "good value for money" oppure no? (Caso più o meno realmente accaduto in Francia, IIRC)

Io, faccio un corso per sentirmi più ganzo. Mi sento più ganzo davvero. Passa un mese, sei mesi, due anni e non mi sento più tanto ganzo: mi devono rendere i soldi? Se sì, perché? Se no, perché?

E se avessi acquistato una casa, e dopo cinque anni avessi detto, "No, non mi piace più?". Che differenza c'e'?

Questi problemi sono lasciati in sospeso, e ciò è male.

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Ora, immaginati questa scena da Indiana Jones: sei nel tempio maledetto e hai di fronte varie statuette con iscrizioni. Se spingi quella sbagliata, si apre il pavimento e sotto ci sono i cobra.

Secondo me, la cosa da fare e' ASPETTARE E NON FARE NIENTE finche' non si sia in grado di capire, decifrando le iscrizioni, quale sia (se ci sia) la statua giusta. Dire "Intanto spingo una statuetta a caso, e poi si vedra'" e' un discorso da dementi.

Leonardo

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