SRS SI E' TRASFERITO

I SITI DI RAFFAELLA DI MARZIO SONO STATI TRASFERITI SUL NUOVO SITO

SPIRITUALITA' RELIGIONI E SETTARISMI

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mercoledì 26 ottobre 2011

Pubblicato il Rapporto DIMPAC in Italiano


Cultic Studies Journal



Grazie all'impegno di un generoso traduttore volontario ho potuto pubblicare sul mio sito (SRS)
la traduzione del Rapporto DIMPAC in italiano.
L'originale,in inglese, è pubblicato sul Sito del Cesnur.

Si tratta del Rapporto stilato da Margaret Singer e altri studiosi su incarico dell'APA (American Psychological Association) che è stato, in seguito, rifiutato dalla stessa Associazione, ufficialmente, nel documento emanato nel 1987 (Memo APA).

Nel Rapporto DIMPAC (Rapporto della Task Force sulle Tecniche di Persuasione e Controllo Ingannevoli e Indirette), elaborato da studiosi di ambiente antisette, si voleva dimostrare l’esistenza del lavaggio del cervello nei Nuovi Movimenti Religiosi. Il Rapporto fu rifiutato perché "mancava di obiettività e metodologia scientifica". Contestualmente e nello stesso Memo, l'APA aggiungeva che, per pronunciarsi definitivamente,  aveva bisogno di maggiori informazioni e quindi invitava gli studiosi a continuare a svolgere ricerche in quel settore.


In Italia nessuno aveva mai intrapreso una ricerca sulla posizione ufficiale dell'APA a proposito dell'esistenza del lavaggio del cervello nei Nuovi Movimenti Religiosi o "sette" prima del 1997, quando io e mio marito Alberto decidemmo di intraprendere quel difficile compito.


Eravamo nel 1997 e il documento si riferiva al 1987. Ovviamente lo cercammo negli archivi dell’APA e per questo motivo inviammo alcune email a diversi esponenti di questa organizzazione di cui sono membri psicologi di tutto il mondo. Le persone che di volta in volta interpellavamo non riuscivano a trovarlo perché si trattava di ritornare agli archivi cartacei di 10 anni prima.

Superando al meglio le difficoltà della lingua insistemmo coinvolgendo diversi Direttori di Dipartimento dell'APA e chiedemmo aiuto anche a Benjamin Zablocki, che era ben informato dei fatti del 1987, e, naturalmente, a Michael Langone che era uno degli autori del Rapporto rifiutato dall’APA.

Quando, alla fine, riuscimmo ad avere il documento raccogliemmo alcune testimonianze dirette su come si erano svolti i fatti e pubblicammo degli articoli scientifici che si trovano ancora in Internet, ma che  sono stati pubblicati anche su riviste scientifiche internazionali:

- In Inglese
  
- In Italiano 

Il mondo antisette italiano da anni strumentalizza i risultati della nostra ricerca per  affermare quello che l'APA non ha mai detto, e cioè che all'interno delle "sette" si pratica il lavaggio del cervello  (o manipolazione mentale) a danno degli adepti. 

In realtà l’APA non ha mai preso posizione in merito, ma con il suo pronunciamento ha però, di fatto,  privato di "imprimatur" scientifico tutti quegli studiosi che, nei tribunali, affermavano l'esistenza del lavaggio del cervello nelle "sette" quando parlavano come consulenti esperti per sostenere le accuse contro gruppi settari. 

La nostra ricerca dei documenti relativi al "Caso APA" fu molto utile, soprattutto  per permettere la pubblicazione della documentazione relativa che fino ad allora era rimasta riservata. Grazie al coinvolgimento del CESNUR fu possibile, per la comunità scientifica mondiale, prendere visione di tutta la documentazione, compreso, naturalmente, il Rapporto DIMPAC, ora consultabile anche in lingua italiana. 

Ulteriori informazioni sulla controversia di quegli anni si trovano sul Sito del CESNUR nella SEZIONE riservata a questo argomento.

Per approfondire l'argomento: Vedi BIBLIOGRAFIA

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve signora Dimarzio, sono Alessandrini Fabio, figlio di Alessandrini Maurizio uno dei fondatori della Favis, acronimo di associazine dei familiari vittime delle sette, una delle associazioni antisette che utilizza esattamente il metodo utilizzato nel libro che lei sta mostrando per definire il fenomeno e discreditare ed eliminare dalla piazza chiunque sia scomodo. Il trattamento che lei ha subito da queste sette antisetta è lo stesso che io subisco da più di 11 anni e che non accenna a diminuire.
Le porgo le mie scuse per le sofferenze che questa vicenda le ha causato perchè non denunciando pubblicamente la realta di questa Favis ( composta solamente dai miei genitori e un'altra persona) ho involontariamente contribuito al dilagare di questo fenomeno. Tra l'altro so che non siamo nemmeno gli unici e per questo motivo ho deciso di rilasciare un'intervista ad una televisione locale di cui le lascio i link, così che possa comprendere appieno con che persone abbiamo a che fare.
Spero di riuscire a trovare un modo per rivelare alla giustzia e alla opinione pubblica chi siano questi individui e cosa facciano in realtà per porre rimedio alle loro prepotenze. Ho letto il suo ''Antisettarismo giustiziaista e giustizia anisettaria'' e sono pienamente daccordo con lei. Questi sono i link:
1parte http://www.youtube.com/watch?v=og2t_vAOlkk
2parte http://www.youtube.com/watch?v=RJImW4hDUKg

Raffaella Di Marzio ha detto...

Caro Fabio,

ho visto la tua intervista, che mi ha veramente colpito. Mi spiace per le tue sofferenze e ti ringrazio perchè mi comunichi la tua partecipazione alle mie.

Purtroppo anche io sono ancora nel mezzo della tempesta, ma, come sai bene, è proprio in quel frangente che bisogna farsi coraggio.

Tu hai fatto quello che era il tuo dovere e io ho fatto e continuerò a fare il mio.

Le maniere forti, le minacce, la calunnia, la diffamazione, i ricatti funzionano fino a un certo punto.

Quando la misura è colma viene fuori tutto il marcio, ed è quello che sta succedendo.

Piano piano si faranno avanti altre vittime e ti assicuro che ce ne sono molte, che mi stanno contattando privatamente.

I gruppi antisette hanno molto da nascondere e chi ha qualcosa da nascondere credo che possa cominciare a temere ... perchè sta finalmente venendo fuori la verità.

Grazie

raffaella

Anonimo ha detto...

Certo che fa effetto vedere, sempre dai soliti blog setta-antisetta che sbandierano improbabili inchieste, che gli affiliati ai vari gruppi (religiosi o non) siano spesso e volentieri rappresentati, come dei 'pazienti psichiatrici' e non come possibili persone libere che hanno scelto una loro strada.

Non aggiungo altro perchè non c'è bisogno di parlar male ulteriormente di questi individui.

Da molto tempo ormai sono saltati fuori per quello che sono.

Raffaella Di Marzio ha detto...

Grazie per il suo commento.

Vorrei soffermarmi su una definizione che lei usa nel suo commento: "setta-antisetta".

Leggendo attentamente vari articoli, post e commenti sia nel Web che sulla stampa, e, naturalmente anche su questo blog, mi sono accorta che, finalmente, da alcuni mesi la definizione di "setta-antisetta" è entrata nel vocabolario comune e tutti sappiamo a chi ci si riferisce quando usiamo questa definizione.

Questo è un fenomeno recente nel nostro Paese. Prima del 2010, anno di pubblicazione del mio libro Nuove Religioni e sette, solo Massimo Introvigne e le pubblicazioni a cura del CESNUR si erano occupate di dare informazioni sul fenomeno dei gruppi antisette, ma l'ambito informativo era rimasto piuttosto limitato, nel nostro contesto.

Nel mio libro riprendo quelle informazioni applicandole in particolare al contesto italiano e credo che non ci siano altre fonti oltre queste che ho appena citato.

Perchè le persone cominciassero a capire che esistono anche le "sette-antisette" è stato necessario un lungo lavoro di diffusione di corretta informazione.

Lavoro molto difficile, perchè si trattava letteralmente di "invertire una tendenza".

In realtà la definizione di "setta-antisetta" è sempre esistita in ambito scientifico socio-psicologico, ma in Italia fino a qualche anno fa non se ne era mai parlato.

Piuttosto si era consolidata la definizione di "setta" in senso criminologico e così è ancora. I media hanno amplificato questo fenomeno e non si intravvedeva alcuna inversione di tendenza nell'ambito informativo.

Mi sembra di poter dire, osservando il fenomeno dall'esterno, come se lo potessi studiare rimanendone estranea, che finalmente anche la definizione di "setta-antisetta" comincia a farsi strada nel "dire comune".

Ed era ora, visto i danni che queste sette-antisetta hanno fatto e continuano a fare alle persone, alle famiglie e alla società.

Perciò, bisogna continuare perchè credo che la strada si sia aperta.

Raffaella

Pietro Bono ha detto...

Buongiorno a tutti, non sono uno studioso ma ritengo che la pubblicazione in italiano della sintesi del “Report DIMPAC” sia un fatto molto importante. Ritengo che sarebbe altrettanto importante affiancare, alla traduzione della sintesi del Report, anche la traduzione italiana dell’allegato al “Memorandum APA” con il testo degli studiosi che a suo tempo ebbero, dall’APA appunto, il compito di valutare il “Report DIMPAC”: il Prof. Benjamin Beit-Hallahmi e il Prof. Jeffrey D. Fisher.
Tra le molteplici critiche che i due studiosi portano al Report, mi permetto qui di sottolinearne due in particolare:
- “…ritengo che il Rapporto non rappresenti quel lavoro di qualità che ci si aspetta da una task force dell’ A.P.A. A questo lettore sembra essere non scientifico nel tono e pregiudiziale nella natura. Trae conclusioni, che in molti casi non trovano riscontro con le evidenze prodotte. A volte, il ragionamento sembra falsato al punto di essere quasi ridicolo. In effetti, il Rapporto talora sembra caratterizzato dall’uso di tecniche di persuasione e controllo ingannevoli e indirette, cioè esattamente l’oggetto che vorrebbe indagare. Jeffrey D. Fisher
- “…Non ho simpatia per il Reverendo Moon, Rajneesh o Scientology, ma credo che gli psicologi faranno al pubblico un favore più grande pulendo i propri comportamenti, prima di affrontare varie strane religioni. E la differenza tra scienza e religione, credo io, risiede nella disponibilità ad ammettere la propria ignoranza e che non abbiamo spiegazioni per tutto...”. Benjamin Beit-Hallahmi
Osservando ormai da anni le modalità irresponsabili e pretestuose di taluni centri anti-sette italiani, mi sento di affermare che queste due critiche sono tuttora estremamente attuali e fondate.
Pietro Bono

Raffaella Di Marzio ha detto...

Anche quella documentazione sarà presto pubblicata

Grazie

RDM