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sabato 18 giugno 2011

Mago della Sfinge: Sentenza annullata dalla Cassazione




La Cassazione annulla i 15 anni di condanna

Tutto da rifare in Appello, alcuni reati estinti Il caso divenne nazionale, ma ora cambia tutto 
FORLÌ. L’avvocato 83enne Menotto Zauli ha fatto la magia. La Cassazione ha annullato la sentenza che vedeva condannato il suo cliente a 15 anni: Girolamo Mazzoccoli, 60enne, in arte il Mago della Sfinge. Processo da rifare e alcuni reati annullati senza rinvio. Dal cilindro è uscito quello che nessuno si aspettava. L’imputato era stato condannato in primo grado a Forlì a 15 anni e la Corte d’Appello aveva confermato quella pena. Ora il colpo di scena.

L’anziano Menotto, re del Foro, ha trovato una serie di elementi sulla giurisprudenza, vizi nello svolgimento e nell’applicazione di diritti sostanziali nel percorrere l’iter logico. Tutto da rifare. I giudici della Suprema Corte di Roma hanno annullato senza rinvio il reato di truffa e hanno ritenuto prescritto quello della detenzione del materiale pornografico (600 quater codice penale). 

Annullato, invece, con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Bologna, il reato di violenza sessuale che nel blocco dei 15 anni di condanna, da solo, ne valeva tredici. La condanna in primo grado era stata stabilita il 13 maggio del 2008 dal Tribunale collegiale di Forlì presieduto da Orazio Pescatore (a latere Luisa Del Bianco e Mirko Margiocco) e nel verdetto era pure stato stabilito un risarcimento di 200mila euro per le parti lese. Il processo d’Appello era, poi, stato celebrato all’inizio del 2010. Il 20 gennaio i giudici bolognesi confermarono la pena di 15 anni. Anzi, venne riconosciuto un capo di imputazione in più che in primo grado era stato ritenuto prescritto. Girolamo Mazzoccoli , 60enne, che si faceva chiamare “Mago della Sfinge”, aveva alcuni precedenti quasi specifici. Nella sentenza venne anche specificato che l’imputato doveva pagare le spese processuali alla parte lesa, una ragazza 22enne del Cesenate, nei confronti della quale, il mago, oltre alla violenza sessuale - secondo i giudici - aveva anche inferto, con il suo comportamento, una gravissima lesione volontaria, che ha compromesso per sempre lo stato di salute della vittima.

Il libro. Si tratta della ragazza che ha scritto anche un libro dal titolo: “Plagiata. La mia vita nelle mani di un mago”, edito dalla Mondadori. All’epoca si firmò semplicemente Claudia V., poi ha vinto ogni reticenza ed è uscita allo scoperto, affrontando il pubblico e mostrandosi in televisione. Infatti, è stata ospite di “Uno Mattina”, “La vita in diretta”, “Domenica in”, “Mattino 5” e “Piazza Grande”. Ma le “prede” del mago, secondo le accuse, erano anche altre. In un caso Girolamo Mazzoccoli, sempre secondo le sentenze che ora però sono state annullate, si era reso protagonista di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina, all’epoca dei fatti (nel 1995), minorenne.
Del resto, era stato detto, che la capacità di suggestione dell’uomo, alternata alle minacce, nel corso del tempo aveva creato una rete di relazioni. Erano molte le donne, anche giovani, che rimanevano soggiogate e avviluppate in quel mix di talismani, elisir e promesse non mantenute o costrette a pronunciare.

Il caso. La vicenda scoppiò nel 2003 quando la ragazza cesenate, ora autrice del libro, ha avuto il coraggio di denunciare violenze e soprusi. Incoraggiata dalla Squadra mobile, che l’aveva seguita con attenzione, riuscì a fare arrestare per la prima volta il “mago”, che aveva uno studio a Forlì in via Falterona. Mazzoccoli, arrestato nel 2003, deve rispondere di truffa aggravata e continuata, estorsione, lesioni personali gravissime e violenza sessuale. L’imputato era accusato anche di lesioni personali gravissime per aver contagiato una delle sue giovani clienti con il virus dell’Hiv.
La storia fece molto scalpore e finì su molti programmi televisivi di rilievo nazionale. Del caso si occupò anche la trasmissione “Amori criminali”, dove una delle vittime, che poi ha raccontato la propria storia, ha dichiarato di aver conosciuto il “santone” perché voleva risolvere un problema d’amore. Aveva 21 anni (era il 1991) e si era rivolta all’uomo che in via Falterona aveva uno studio esoterico con amuleti, materiale fotografico pornografico e biancheria intima. Dopo diversi incontri, nei quali il mago si era offerto di risolvere le turbe sentimentali, il rapporto era diventato confidenziale, tanto che l’uomo chiamava la giovane anche in piena notte consigliandole la biancheria da indossare, facendola spogliare, insegnandole riti magici a sfondo sessuale. Ora è tutto da rifare.

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