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sabato 24 aprile 2010

Un anno in più ... 20 aprile 2010


Due anni fa nasceva questo Blog, nel giorno del mio compleanno. 

Oggi festeggio un altro compleanno: un altro anno sulle spalle che si appoggia sul precedente e fa spazio al prossimo che è già arrivato. 




Oggi pensavo al valore immenso del Tempo e mi chiedevo come ho usato il tempo in questo ultimo anno: l'ho sprecato? L'ho valorizzato? L'ho usato per il bene o per il male?

Questo ultimo anno è stato un regalo di Dio: poteva non concedermelo.

Riflettere sul fatto che non sono padrona del mio tempo mi fa sempre un pò paura e quando affronto questo discorso con i miei alunni si lamentano sempre e mi dicono: "Prof., ma non possiamo parlare di qualcosa di più allegro? Abbiamo solo 15 anni...".

Ma io non cedo e allora cominciano a ricordare i nomi dei loro amici che non hanno visto il loro quindicesimo anno... e la lezione diventa qualcos'altro che ci porta inevitabilmente a parlare di Dio.

Lo stesso vale per me. Ogni volta che penso all'anno passato quello che sento è una profonda gratitudine per tutte le gioie e i dolori che questo ultimo anno mi ha regalato, per il bene e per il male che ho ricevuto.

Bene e male sono ciò che mi fa essere "umana" e come tale li accolgo entrambi come frutto della libertà di altri esseri umani: frutti dolci e frutti amari che non si vorrebbe mai assaggiare.

Tuttavia le parole di Gesù a proposito del male sono per me, nei momenti in cui il frutto si presenta particolarmente indigesto, una vera consolazione perchè il male che ricevo non mi "contamina", ma distrugge chi lo fa e questo mi ha insegnato a cercare di non fare mai il male per un motivo "egoistico": se facessi il male ne sarei contaminata e questo è il peggior servizio che potrei rendere a me stessa.

Ma lascio dire le cose a chi sa dirle sicuramente meglio di me.

Marco 7,14-23.

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo». Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».

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