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sabato 27 dicembre 2008

Tasselli di esperienza - Settimo Tassello


Questo tassello è dedicato a Martini, pseudonimo di Simonetta Po.

Un pezzo di storia importante, quello legato a Martini, non della storia che finisce nei libri e nelle enciclopedie, ma di quella importante per le persone comuni come me e come Martini, appunto.

Chi volesse sapere qualcosa in più su Martini e le sue attività può leggere le FAQ di Allarme Scientology.

La prima volta che io e Simonetta ci siamo "parlate" è stato via email. Era il 1998 e gestivo, insieme ad Alberto, mio marito, che lo aveva realizzato, il Sito Web del GRIS di Roma. Di tanto in tanto ricevevamo richieste di informazioni e aiuto anche attraverso la posta elettronica, un mezzo allora ancora poco usato.

Quella di Harry e Martini (che gestivano insieme il Sito Allarme Scientology) fu una email che non avrei MAI dimenticato perchè segnò l'inizio di una collaborazione che si interruppe presto per Harry, ma non certo per Martini che continuò, imperterrita, la sua opera di informazione critica su Scientology fino ad oggi.

I due gestori di Allarme si erano accorti del nostro sito, che allora era sicuramente il più aggiornato e specializzato nel settore, avevano intuito che perseguivamo obiettivi simili e ci chiedevano alcune informazioni prima di intraprendere una serie di iniziative di informazione sul Web.

Quando, qualche tempo dopo, ebbi modo di conoscere di persona Simonetta mi resi conto che eravamo molto diverse, specialmente per le nostre convinzioni (io cattolica, lei tutt'altro). Nonostante questo ci accomunava un desiderio comune: quello di fare qualcosa per evitare che altra gente finisse nella trappola di sette e guru disonesti, cosa della quale entrambe, in modi diversi, avevamo fatto esperienza.

Simonetta aveva scelto di diffondere informazioni critiche su Scientology a titolo personale, io decisi che, oltre a fare informazione, avrei anche cercato di prestare aiuto e assistenza a chi lo avesse richiesto, poichè l'associazione di cui facevo parte si occupava anche di questo.

Ricordo con piacere il primo convegno internazionale a cui partecipai insieme a Simonetta: il Convegno del CESNUR a Torino, nel 1998. Io e lei andavamo direttamente a casa del "nemico" (così è percepito il CESNUR nel nostro ambiente) per scoprirne i punti deboli e, magari, se possibile, dare anche un pò di "fastidio".

Fu un'esperienza veramente importante per entrambe perchè, aldilà delle intenzioni, fu occasione di conoscenza e apertura verso ambienti e posizioni diverse dalla nostra. Non le condividevamo, anzi, le condannavamo perchè eravamo convinte che nuocessero alla nostra "causa". Tuttavia, era anche quello un modo per conoscere meglio il proprio nemico e, quando il "nemico" si guarda negli occhi, diventa meno nemico e più "umano".

Allora non compresi tutto questo, era solo il primo passo e sarebbero stati necessari alcuni anni prima di essere nin grado di guardare indietro a quell' esperienza con uno sguardo più attento che scendesse in profondità.

Io e Simonetta abbiamo parlato molto in quei giorni: mi diceva che, pur essendo io di fede cattolica, riusciva a trovare dei punti di contatto con me su un altro piano, quello dei valori. Mi disse che le sembrava di vedere qualcosa che definì "onestà intellettuale", che mi impediva di essere ipocrita e questo, a suo dire, non lo aveva mai riscontrato prima in persone che si definivano "cattoliche". Di solito chi appartiene a una religione si sforza di difenderla e non riesce a vedere la "trave" evangelica nel suo occhio, mentre vede bene la pagliuzza in quello degli altri.

Non era questo il mio caso e Simonetta sembrava apprezzarlo.

Da parte mia mi colpiva in lei la dedizione e il rispetto per la ragione, il "culto" per la ragionevolezza e la libertà di pensiero, l'insofferenza per qualsiasi forma di imposizione, la voglia di apprendere e allargare i propri orizzonti culturali. Ma tutto questo non avrebbe potuto suscitare affinità tra due persone così diverse come siamo noi due, se non ci avesse unito anche un altro aspetto: la tendenza a stimare le persone non in base alle idee ma in base a ciò che sono e alle loro azioni.

Io non ho mai neanche pensato di "convertirla" e lei non mi ha mai guardato con commiserazione o disprezzo per la mia fede.

E così ci siamo incontrate sui valori umani e ci siamo stimate per quello che siamo, senza pensare di poterci cambiare.

Ricordo che, quando iniziai a collaborare con il CESNUR per l'Enciclopedia delle Religioni in Italia, nel 2000, mi consigliai con la persona che, allora, era presidente del GRIS, a cui ero associata, che mi incoraggiò a partecipare al progetto. Quando ne parlai a Simonetta commentò dicendo che era un bene che una persona del "fronte" opposto desse un contributo alla prima opera di questo genere in Italia.

In seguito la tenni sempre informata di come procedevano i lavori, delle difficoltà che incontravo nel collaborare a un'opera che, per sua natura, non prevedeva di esprimere "giudizi di valore" sui vari gruppi che venivano censiti. E' stata un'esperienza molto importante e Simonetta è una delle pochissime persone con la quale ho condiviso incertezze, dubbi, perplessità e successi.

Simonetta è stata con me non solo al primo convengo internazionale al quale ho partecipato: quello di Torino, ma anche a un altro altrettanto significativo: il Convegno alla London School of Economics del 2001 dove ho festeggiato il mio compleanno a tavola con gli studiosi più conosciuti (e criticati in ambienti antisette) a livello internazionale. E anche quella volta Martini (in incognito) era lì a condividere con me un momento speciale. La foto che vedete in questo tassello è stata scattata a Londra, in occasione di quel convegno.

Il terzo bellissimo ricordo è quello della giornata che abbiamo passato insieme al compianto Maurizio Antonello, una persona speciale che ho conosciuto di persona grazie a Simonetta e con la quale ho intrattenuto una bella corrispondenza per qualche tempo. Ci siamo anche scambiati dei materiali di archivio.

Maurizio era un archivista eccezionale, oltre a essere un bravo professionista, così ci recammo da lui per visitare la sua biblioteca. In quell'occasione chiesi a Maurizio di aiutarmi a ricostruire la storia di un paio di gruppi di cui avevo redatto la scheda per l'Enciclopedia: erano gruppi che lui conosceva meglio di me perchè aveva notizie risalenti agli inizi della loro formazione. Fu felice di collaborare e fu anche piuttosto orgoglioso del fatto che certa documentazione non si trovasse nella biblioteca del CESNUR, ma solo nella sua.

Da parte mia seppi da Maurizio che non aveva alcuni documenti e publicazioni di altri gruppi che, invece, io avevo. Così, appena tornata a Roma gli mandai un pacco con diversi libri e riviste. Ne fu felice: era come se avesse ricevuto un tesoro!

Ma tutto questo durò poco: un giorno Maurizio mi disse che l'associazione di cui faceva parte non gradiva che ci fossero contatti tra noi due: un esponente del mondo antisette, ovviamente, non doveva scrivere o scambiare documentazione con chi (la sottoscritta) collaborava con il CESNUR (un gruppo di torinesi "cattivoni" che "difendono le sette")
[A proposito di questo particolare una persona dell'ARIS, l'Associazione di cui Antonello era anche fondatore, precisa, in un commento a questo tassello, che c'è un'altra versione del diniego di Maurizio a continuare nella nostra collaborazione e che questa versione, di cui io non sono a conoscenza, può essere comunicata solo in via privata].

Così la nostra corrispondenza fu interrotta improvvisamente, ma so che Maurizio ne era dispiaciuto perchè lo disse molte volte, nei mesi successivi, ad una sua amica alla quale telefonava spesso.


Questi bei ricordi mi legano a Martini, e molto di più: conoscere le persone, apprezzare ciò che hanno di buono da dire, fare esperienze diverse, litigare se necessario, ma non precludere nessuna strada e tentare sempre il dialogo.

A distanza di 10 anni dal primo contatto virtuale siamo cambiate entrambe, e sono state le esperienze, positive e negative, a cambiarci, le illusioni e le disillusioni.

Negli ultimi anni ci eravamo sentite poco, anche se nessuna delle due aveva smesso di portare avanti l'impegno preso.

Ogni volta, però, che una situazione lo richiede, ecco che Martini ricompare nella sua veste più consona: una paladina della libertà di pensiero ed espressione. Non è un caso che la prima persona che pubblicamente ha mostrato solidarietà quando il mio portale (SRS) è stato oscurato sia stata lei. Era tanto che non ci sentivamo, ma è stato come se il tempo non fosse passato.

Il 2008 è stato un anno difficile per entrambe, ma non a causa delle "sette".

A pensarci bene siamo accomunate anche in questo: i nostri presunti "nemici" in realtà non ci hanno causato tanti problemi quanti ce ne hanno causati i nostri "amici". Fatto questo che è ben rappresentato nel famoso detto:


Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io!

E così Simonetta è stata ferocemente attaccata e diffamata (non diversamente da me) su alcuni forum e newsgroup ad opera di persone che gravitano nel mondo dei "critici delle sette", cioè il suo mondo.

Per queste persone e per associazioni come l'ARIS, Simonetta si è resa disponibile in diversi modi, soprattutto come traduttrice. Ma qual'è stato il grave errore commesso da Martini, errore che le ha attirato addosso tanta ferocia?

Quello di aver espresso solidarietà alla sottoscritta, dopo l'oscuramento del Portale SRS, su Allarme Scientology e alcuni newsgroup.

Da allora si sono susseguiti, nei mesi, e ancora oggi sono in piena attività persone (una o due, forse tre, sotto nickname multipli) messaggi-spazzatura diffusi su alcuni newsgroup che non avrebbero provocato alcuna reazione in Martini, ormai avvezza a questo genere di "guerre", se non fosse che a un certo punto persone "vere" che si qualificano con nome e cognome, esponenti e portavoci dell'ARIS, si sono apertamente e pubblicamente dichiarate concordi con chi spargeva spazzatura su Martini, a piene mani, sul web.

Di fronte a una tale "audacia" Martini ha fatto la cosa giusta.

Chi fosse interessato a sapere cosa può apprenderlo dalle sue stesse parole, di cui cito solo la conclusione perchè si applica perfettamente anche all'oscuramento del mio sito la cui genesi, oggi, è chiara:



Vale la pena sottolineare che questo sito non "cade sotto i colpi" della temuta Chiesa di Scientology, la quale non ha risparmiato sforzi in tal senso, ma sotto i colpi - e la mancata protezione - di parte del cosiddetto "movimento antisette" italiano che si vanta di fare informazione e di proteggere e aiutare le vittime di vari movimenti settari.



In conclusione, potrei dire che, in fondo, in Italia, le "sette" non hanno nulla da temere.

L'ambiente antisette italiano tende a eliminare lentamente e inesorabilmente i suoi esponenti più capaci e brillanti, mette in atto molestie legali contro i suoi stessi membri, suscita faide interne che richiedono l'impiego di molto tempo e denaro, si diletta a tacitare il minimo dissenso, a estromettere i "devianti" e a diffamare il malcapitato del momento (della serie: oggi a me domani a te).

Insomma: veri e propri atteggiamenti di "intolleranza" distruttiva che si manifesta non solo verso il "nemico" (le sette) ma anche verso gli amici, quelli che stanno dalla stessa parte della barricata.

Osservando il fenomeno con un pò di distacco (difficile, ma ci si può provare) non posso non pensare alle decine di studi portati avandi da sociologi e psicologi che hanno stabilito senza possibili dubbi che l'atteggiamento di intolleranza è fortemente correlato con l'ignoranza o la scarsa cultura.

Morale della favola: essere ostracizzati da queste persone comincia ad essere una sorta di "referenza", un punteggio in più, se esistessero concorsi per titoli in questo strano mondo.

Impegnato in queste frenetiche attività al movimento antisette italiano non rimangono più tempo e risorse per occuparsi delle "sette".

Speriamo solo che la cosa non si sappia in giro: se dovessero saperlo all'estero i peggiori e più intraprendenti "guru" si trasferirebbero in Italia!

Dunque, mi raccomando:


DOPO AVER LETTO QUESTO TASSELLO CANCELLATELO
E MANTENETE IL PIU' ASSOLUTO SEGRETO!

BUON 2009 A TUTTI ... SOPRATTUTTO A MARTINI :))




12 commenti:

Anonimo ha detto...

Dott. Raffaella, Buon Anno e buonasera.

Che questo nostro paese sia il"paradiso dei gruppi" lo sanno benissimo e da molto tempo.

Ovviamente è un mio parere.

Fabia ha detto...

Buon giorno Raffaella, sono Fabia, e io ignorantona no sapevo che l'Italia fosse il "paradiso" dei gruppi, credevo che fossero gli Stati Uniti, ho capito che li, si rispetano i vari gruppi esistenti fin che non comettano assassini o violenze su i bambini, cosa sempre deplorevole nel mondo.
La mia costatazione è che si è delineato due fronti ben precisi oggi in Italia, quelli che vogliono il controllo su tutti e tutto, e quelli che credono nella libertà di scelta come esseri umani e la presa di responsabilità.
Il fanatismo, per quanto riguarda,mi ha sempre dato il volta stomaco; la mia esperienza di vita, lo vidi per prima volta a 13 anni in Perù, dopo un golpe di stato, dove chiunque rischiava solo per un semplice parere di essere infastidito o perseguito e forse torturato per un semplice diritto di pensiero e/o opinione. Meno male nel tempo questo cambiò e mi auguro che qui cambi nel senso del rispeto alla scelta e informazione.
Io dovrei potere scegliere liberamente dove leggere ed informarmi, come chiunque, senza solo avere un peso una misura e il resto banito !

Raffaella Di Marzio ha detto...

Cara fabia,

hai espresso perfettamente anche il mio augurio: che in Italia si ritorni a rispettare le libertà fondamentali, tra cui quella di pensiero e religione.

Esistono delle forme di azioni "dittatoriali" locali figlie di ignoranza e razzismo indegne di un paese civile.

Anche queste forme devianti di "ditattura" hanno termine, come tutte le dittature. E quando questo avverrà succederà a queste persone quello che succede ai ditattori dopo essere stati cacciati dalle loro comode "poltrone".

Tu ne hai fatto esperienza e sai cosa significa

Ciao

RDM

Arianna ha detto...

Gentile Raffaella, non è mia abitudine intervenire in rete attraverso blog, NG ed altre vetrine di cui, peraltro, ho scarsa conoscenza del funzionamento. Quello che penso della decisione drastica di Martini di chiudere il sito “Allarme Scientology” l'ho già espresso alla sua curatrice, e qui mi limito a ribadire che, a fronte delle responsabilità che ascrive al cosiddetto movimento “anti sette” italiano, capisco il suo gesto anche se non lo condivido fino in fondo e la considero una perdita inestimabile. Mi sento personalmente coinvolta poiché aderisco ad una delle associazioni che compongono il poliedrico e, gioco forza, disorganico mondo “anti sette” italiano e più precisamente quell'A.R.I.S. (Veneto) che tu citi, cui apparteneva Maurizio Antonello, che ne fu anche co-fondatore nel lontano 1990. Oggi, dopo anni di militanza, il mio contributo e notevolmente modesto, ma ciò non mi alleggerisce dal peso della colpa che ci viene attribuita. Onere morale? Profondo dispiacere per la disgregazione che vedo? Autocritica? Poco importa davanti a scelte già prese e ponderate. Soltanto qualche precisazione: sono d'accordo con te che il pregiudizio e l'intolleranza accecano e penso che la dissennatezza di pochi può trascinare nel fango molti, che l'inerzia di alcuni può essere interpretata come avvallo o, peggio, complicità di quei pochi, che avremmo dovuto alzare la testa ed adoperarci di più per salvaguardare chi lavora bene. Le manifestazioni di stima e affetto nei confronti di Martini non sono mancate da parte nostra, anche se non hanno la forma del post o del comunicato stampa. Personalmente, non ho né la sua preparazione né la sua fibra nell'affrontare il lavoro di ricerca e pubblicazione o l'estenuante danza della difesa e dell'attacco ma lei conosce i miei pensieri e i miei sentimenti e sa quanto mi addolora la scelta di piantare sulla schiena di tutto il cosiddetto movimento “anti sette” italiano la fiocina della chiusura di “A.S.”. Un'ultima cosa: è chiaro da quello scrivi che tu e Martini siete accomunate dalla stessa visione di questo movimento, altrimenti non troverei scopo alla citazione che fai di Maurizio Antonello e dell'interruzione della vostra proficua collaborazione proprio a causa dell'associazione di cui faceva parte. Avrei un'altra versione del diniego che lui ti oppose, diniego discutibile se vuoi, ma non mi dilungo, perché oggi non c'è più alcun Maurizio a cui ricorrere per conferme o smentite. Grazie per l'attenzione.
Arianna Odivelli

Raffaella Di Marzio ha detto...

Cara Arianna,

prima di tutto grazie per essere intervenuta.

I fatti che riferisco riguardo a Maurizio corrispondono esattamente a quanto lui mi disse e a quanto una terza persona mi disse. A me e a questa persona Maurizio disse la stessa cosa ed è quella che ho riferito nel mio Tassello.

Se c'è un'altra versione non c'è alcun problema: puoi comunicarla con semplicità come hai fatto con questo commento.
Se lo desideri posso inserirla a completamento di quanto ho scritto. D'altra parte è possibile che riguardo a un fatto (l'interruzione della corrispondenza tra me e Maurizio)possano esserci due spiegazioni diverse.

Io ho comunicato quella di cui sono testimone diretto insieme a un'altra persona, ma anche tu sei stata testimone di quei fatti e se hai un'altra spiegazione sarebbe importante venirne a conoscenza.

Tutto questo non riguarda Maurizio, ma riguarda noi che siamo ancora su questa terra e che abbiamo bsogno di comunicare e di capirci.
Perciò ti invito nuovamente a mettermi al corrente dell'altra spiegazione perchè lo ritengo importante.

Riguardo a Simonetta e alla chiusura di Allarme Scientology quello che importa ora è che voi che siete l'Associazione membro della FECRIS e che dite di apprezzare il lavoro di Simonetta lo facciate pubblicamente.

Lo so che le attestazioni di stima le avete fatte in privato ma lei chiede, come è giusto che sia, una presa di posizione pubblica così
come sono state pubbliche le gravi offese che Maria Pia Gardini (membro dell'ARIS)ha postato su FIRS sia nei riguardi di Simonetta che miei, ma soprattutto di Simonetta.

Voi sapete bene anche le altre azioni messe in atto da Lorita Tinelli del Cesap contro di me e contro Simonetta di cui anche il FORUM del cesap è pieno, avete tutti ricevuto l'email in cui Lorita diceva di aver avvisato la magistratura e mi accusava di tutto e di più.

Sapete che dopo la chiusura del mio sito sul forum del cesap si è brindato per la vittoria ottenuta.

Sapete tutto quello che ha fatto a Silvana Radoani e Cristina Caparesi, i documenti sono pubblici.

Ora sapete anche che Lorita ha scritto al magistrato per segnalare il fatto che Simonetta aveva mostrato solidarietà nei miei confronti. Perchè scrivere a un magistrato per segnalare un atto che non ha nulla di illecito?

Forse perchè una volta colpita la sottoscritta doveva essere colpito anche chiunque mostrasse solidarietà verso di me?

Vi rendete conto che nel nostro ambiente, quello di persone che si occupano di assistenza alle vittime delle sette, si può essere denunciati alla polizia giudiziaria e a un magistrato per aver aperto un forum di discussione e per aver
pubblicamente espresso solidarietà a una persona a cui è stato oscurato il sito?

E non sto parlando del sito di un pedofilo sto parlando di un sito di informazione dove la maggior parte della documentazione riguarda i documenti pastorali che la chiesa cattolica ha emanato sul problema settario.

Vi rendete conto del punto a cui siamo arrivati? La chiusura di Allarme Scientology, un atto di sacrosanta protesta, non è nulla, di fronte a tutto questo.

Nel nostro ambiente si rischia di essere denunciati (non dalle sette) solo per aver esercitato diritti sacrosanti : la libertà di pensiero, di coscienza, di espressione, di riunione e di associazione.

Diritti che vengono violati durante i peggiori regimi totalitari.

Com'è possibile che non riusciate a vedere la gravità della situazione?

Concludo con questa domanda perchè non vorrei che questo scambio si interrompesse.

Hai la mia email (rdm@dimarzio.it), il mio telefono. Possiamo sentirci e anche vederci. Io sono disponibile. Ci si può incontrare anche in tempi brevi.

Colgo l'occasione per augurare a te e alla tua famiglia un Felice Anno Nuovo

Raffaella

Pietro Bono ha detto...

Cara Raffaella,

ho seguito in silenzio e con attenzione il tuo blog fin dalla sua nascita.
Oggi mi permetto di scrivere per diverse ragioni, e non sarò breve.

Nella mia vita ho avuto la grande fortuna e opportunità di lavorare, sin dagli anni ottanta, con le persone.
Ho cominciato nel manicomio di Collegno, poi con le situazioni di tossico-dipendenza, di alcolismo, di disabilità, fino alle comunità per bambini con situazione di abuso. Come ho già avuto modo di scrivere, sono stati proprio questi ultimi a “salvarmi”. E’ grazie a loro se il mio cuore, forse un po’ indurito dall’assistere, spesso quasi impotente a tante storie di sofferenze personali, unite a tanta lentezza istituzionale, dicevo se il mio cuore ha ripreso a battere e le mie lacrime a rigarmi il viso per la tenerezza. Così io che ero entrato in questo campo per “prendermi cura” del dolore e della sofferenza altrui, sono stato “salvato” proprio dai “pazienti”.
Tutto ciò per me è stata una importante lezione professionale e di vita. Lezione di sensibilità e soprattutto di rispetto.
Ma soprattutto ho imparato da quei bimbi che non c’è sofferenza ne ferità, per quanto consistente, che possa impedire ad un essere umano di vivere la propria vita. Anzi.

Così desidero, se possibile, ringraziare da queste pagine Simonetta Po’.
Non tanto per il notevole contributo di esperienza e scientifico che ha offerto in passato, o per le cose che ha intenzione di intraprendere.
Intendo semplicemente ringraziarla per ciò che lei è.
Perché così come quei bambini, alcune persone hanno il dono di essere di aiuto, non tanto con ciò che fanno, ma semplicemente per quello che sono. E Simonetta è senz’altro tra queste.

Desidero inoltre, se possibile, rivolgermi alla Signora Odivelli dell’ARIS.
Nell’Ottobre 2008, per la situazione insostenibile che si era creata (e che purtroppo perdura), fui costretto a scrivere una accalorata comunicazione al gentile Presidente Griess della Fecris. http://pietrobono.blogspot.com/
Per l’approfondimento del caso fu demandata l’ARIS, la quale, nonostante le mie ripetute e, ritengo, rispettose sollecitazioni, non ha ancora concesso la possibilità di un incontro personale di chiarimento.
Gentile Signora Odivelli, nelle sue parole ho sentito molta rispetto e molta umanità, così senza indugio mi permetto di pregarLa, di supplicarLa: si faccia portavoce di questa mia richiesta di incontro. In gioco c’è l’esistenza di tante famiglie. E se possibile, anche molto di più.
Come scrissi all’Aris il 17-10-2008 “…L’importante è che possiamo dialogare e sciogliere questa folle barriera di diffidenza che impedisce alle persone di incontrarsi, conoscersi, parlarsi e anche stimarsi se possibile...”.

In ultimo desidero scusarmi con Raffaella per questa mia intrusione e ringraziarla da parte mia e da parte di tante famiglie di arkeon, che leggono e pregano in silenzio.
Alcune famiglie, come forse tu già sai, non hanno retto la pressione mediatica e anche la vera e propria persecuzione che in questi ultimi tre anni hanno dovuto patire. Personalmente sono onorato di ricevere tale disprezzo e tale persecuzione (Beati…Mt. V 3-21).
Se molte persone, nonostante i patimenti, hanno portato in pace e in silenzio questa croce, lo devono al fatto che anche tu porti la tua per causa della verità.
Che Dio ti benedica anche per questo.

Pietro Bono

Raffaella Di Marzio ha detto...

Che dire di fronte a questa tua testimonianza?

Hai detto tutto. Quello che spero è che Arianna e le altre persone dell'ARIS che sono in buona fede possano accogliere la richiesta di chi chiede solo di poter parlare.

In fondo non è poi una gran cosa ...

Coraggio a te e a tutti quelli che vivono lo stesso dramma.

Raffaella

Arianna ha detto...

NOTA:
INOLTRO PER LA SECONDA VOLTA MA SOLTANTO PERCHE' NON SONO SICURA CHE LA PRIMA SIA ANDATA A BUON FINE.

Gentile Raffaella,
posso facilmente convenire sul fatto che Maurizio disse a te e ad un'altra persona quanto fosse dispiaciuto dell'interruzione di quella collaborazione e non mi sorprenderebbe che altri, tra i suoi contatti più vicini e frequenti, possano riferire lo stesso. Quello che so è che non fu una decisione facile, come comprovano le lettere che Maurizio stesso ti scrisse nei giorni precedenti, sia a motivo della cura e la salvaguardia che esercitava verso il materiale documentale accumulato e/o prodotto, sia della sua profonda criticità verso l'impianto ideologico e le politiche promosse dal CESNUR e dal suo fondatore, Massimo Introvigne. Ma i dettagli preferisco affrontarli privatamente, poiché ritengo che questa non sia materia da esporre in uno spazio pubblico. Anzi, essendo stato questo argomento recentemente chiarito anche con Martini, spiace vedere riproposta da te la questione ancora una volta in questi termini.
Approfitto, molto brevemente, per commentare l'appello che mi rivolge il Sig. Bono, di cui, confermo, abbiamo già ricevuto in passato sia la lettera che pubblica sul suo blog che successive comunicazioni. Innanzitutto la ringrazio per le attestazioni di rispetto e umanità: mi sforzo semplicemente di cogliere gli elementi buoni dell'operato altrui anche quando di orientamento diverso dal mio o dall'associazione che rappresento. All'ARIS Veneto e all'ARIS Toscana (l'altro “ARIS”, tra i vari destinatari delle sue comunicazioni, associato alla FECRIS) lei ha proposto un incontro per sviscerare i temi che affronta nella sua lettera, già molto dettagliata e documentata sul caso ARKEON, ponendo in evidenza, tra l'altro, il “modus operandi” assunto nel merito dal CeSAP di Bari / Lorita Tinelli e ritenendolo nocivo a tal punto da allertare il presidente della FECRIS, Sig. Griess, e noi dell'ARIS sulle conseguenze dell'adesione del CeSAP stesso alla FECRIS (cito le sue parole: “Mi auguro soltanto che la “testa” di arkeon, la testa di molte centinaia di famiglie, non diventi il lasciapassare per l’affiliazione della Dott.ssa Tinelli e del Cesap alla Vostra Federazione, perché se così fosse che Dio Vi perdoni.”).
Sig. Bono, sia chiaro, non voglio prendere le difese di nessuno, ma si risparmi i toni apocalittici e per quanto legittimo sia il suo appello, le assicuro che la FECRIS non richiede, né tanto meno incoraggia o privilegia, queste “attestazioni di merito” ai suoi aspiranti a membro. La sua è, per l'appunto, una proposta e, come tale, può essere accolta o no, con la motivazione, sicuramente laconica, che il Sig. Pierotti dell'ARIS Toscana ha addotto e che lei può disapprovare ma che, per questo, non fa di noi dei cinici o degli insensibili o, peggio ancora, come lei ha avuto modo di scriverci, dei complici di comportamenti illegali. Abbiamo letto con molta attenzione quanto lei ci ha scritto: desta non poca preoccupazione e disorientamento ed aggrava una situazione, alimentata dalle varie parti in causa, che, soprattutto nell'ultimo anno, ha assunto forme così dirompenti da invadere campi faticosamente indagabili attraverso gli strumenti di cui un'associazione di volontariato come la nostra è normalmente dotata. Abbiamo ritenuto opportuno di non calarci nell'arena perché ci dissociamo da un gioco al massacro e da una degenerazione dei contenuti (peraltro accentuata da un'escalation di fiumi di parole, commenti e reciproche citazioni e controcitazioni su forum, NG e quant'altro, dove è perfino impossibile avere la certezza della fonte=autore) da cui non so ancora oggi chi ne uscirà veramente vivo e perché attendiamo che la magistratura si pronunci sull'avvio o meno del processo. Con questo non intendiamo attribuire all'autorità giudiziaria l'unica patente all'esercizio della ricerca e dell'affermazione della verità, come se non volessimo ragionare con la nostre teste e delegassimo altri a farlo. Anzi, le sollecitazioni che costantemente riceviamo ci spingono, necessariamente e giustamente, a fare sintesi dei nostri rispettivi pensieri e sentimenti, operazione laboriosa e che non sempre, lo riconosco, si traduce in un'azione, ma voluta per la scelta di essere un'associazione. Soltanto, intendiamo ribadire il nostro diritto a scegliere liberamente i nostri interlocutori senza, per questo, essere giudicati da chi se ne arroga il titolo.
Arianna Odivelli

Raffaella Di Marzio ha detto...

Grazie, Arianna, per la tua risposta.

Chiariremo quanto c'è da dire riguardo alla cessazione della mia corrispondenza con Maurizio privatamente, come chiedi, sperando in un prossimo incontro.

Nel frattempo inserirò nell'ultimo tassello una precisazione in modo che il lettore sia informato del fatto che la mia versione dei fatti è parziale.

Potrai leggere l'aggiunta nel tassello tra breve.

Grazie ancora

Raffaella

Raffaella Di Marzio ha detto...

Cara Arianna,

ho aggiunto questa frase al mio tassello, nella parte in cui parlo dell'interruzione della mia corrispondenza con Maurizio:

"[A proposito di questo particolare una persona dell'ARIS, l'Associazione di cui Antonello era anche fondatore, precisa, in un commento a questo tassello, che c'è un'altra versione del diniego di Maurizio a continuare nella nostra collaborazione e che questa versione, di cui io non sono a conoscenza, può essere comunicata solo in via privata".

A presto

Raffaella

Pietro Bono ha detto...

Gentile Sig.ra Odivelli,

grazie per il Suo tempo e per la risposta.
Posso ben comprendere la Sua diffidenza. E posso ben comprendere il Suo desiderio, così come quello di tanti altri, di non voler conoscere tutta la verità.
Forse Le crollerebbe un mondo. Quindi mi scusi se sono stato troppo insistente e se la mia comunicazione alla Fecris, come Lei dice “ha aggravato la situazione”.
Resto comunque anche a Sua disposizione e Le auguro di cuore buon lavoro.

Pietro Bono

Articolo21 ha detto...

Gentile dott.sa Di Marzio,
approfitto anch'io di questo spazio, dopo aver letto con grande interesse, sia il suo tassello, sia gli interventi che mi hanno preceduto.

Ho apprezzato in particolare l'intervento di Arianna Odivelli perchè ha finalmente rotto un silenzio fin troppo lungo e pesante da parte delle associazioni antisette.

Si tratta di un gesto indubbiamente coraggioso che apprezzo.

Detto questo, non posso che dissentire da quanto scrive a proposito della vicenda di Arkeon.

Quando a livello FECRIS viene chiesto da parte di più cittadini italiani di verificare il comportamento di una associazione quale il Cesap di Noci, vi è un obbligo di farlo compiutamente e approfonditamente.

Mi sembra ormai fuori di dubbio che da parte del Cesap si siano realizzati comportamenti molto gravi e una presa di posizione chiara da parte dei colleghi, non aggrava la confusione ma la chiarisce e stabilisce uno standard di correttezza che in altri ambiti è peraltro normale.

Aggiungo che la mancata tutela di confidenzialità (nel caso di Fabia F. pubblicato da MPG) e la segnalazione alla magistratura, peraltro incomprensibile, che ne è seguita, dovrebbero anch'esse condurre a rapide e dovute azioni da parte delle associazioni reponsabili.

Veramente la vicenda del Cesap di Noci potrebbe portare ad un chiarimento sulla deontologia all'interno del movimetno antisette, per esempio, sulle modalità di trattamento dei dati o dell'importanza della ricerca scientifica o sull'uso strumentale dei media e delle denunce.

Mi sia consentito manifestare come la riluttanza ad incontrarsi rappresenti o sembra rappresentare una preferenza per un'idea preconcetta piuttosto che il desiderio di conoscere la verità o almeno di avvicinarsi ad essa.

Infine, conoscendo la vostra sensibilità per la sofferenza delle persone e delle famiglie, non dubito che si potranno comprendere le sofferenze personali della mia e di altre famiglie dovute all'operato del Cesap Noci di Lorita Tinelli.

Sono certo che se aveste il minimo coraggio di incontrare queste famiglie, capireste quanta immotivata e non necessaria sofferenza è stata inflitta in questo modo. Per questo coraggio, che non implica peraltro nessuna presa di posizione rispetto alle indagini nè rispetto ad Arkeon in generale, Raffaella Di Marzio ha patito conseguenze ingiuste e inspiegabili. A tal proposito solo Martini e di seguito Miguel Martinez, tra i movimenti antisette, hanno espresso pubblicamente solidarità. Non è mai troppo tardi.

Articolo21