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giovedì 15 novembre 2012

Movimenti Antisette e Neutralità dello Stato: Un caso di studio: la FECRIS

Scarica il libro

Quando ho deciso di approfondire lo studio dei movimenti antisette, sulla scia di molti altri prima di me, mi sono accorta che, in Italia, pochi studiosi se ne erano occupati, mentre all'estero, in Europa e negli Stati Uniti (e ho scoperto, in questi ultimi tempi, anche in Giappone) gli studi sul fenomeno fioriscono già da molti anni.

I miei contributi sul fenomeno sono stati da qualcuno interpretati come attacchi a persone e associazioni, come se io fossi la sola persona al mondo ad aver riportato determinate tesi.

Le reazioni scomposte, fatte di esposti e denunce, a quello che non è altro che un dibattito scientifico in atto da anni in diversi continenti, dove il fenomeno "antisette" è oggetto di  studi e ricerche condivise e discusse nel corso di numerosi Congressi internazionali, si commentano da sole.

Recentemente sono venuta a conoscenza di una interessante ricerca che va ad arricchire la bibliografia accademica già esistente da anni.

E' stata da poco pubblicata, dalla Technische Universität Dresden (http://www.r.s.g.info),  una interessante ricerca sulla FECRIS, nel libro: 

Freedom of Religion or Belief - Anti-Sect Movements and State Neutrality - A Case Study: FECRIS.

Journal for the Study of Beliefs and Worldviews 

Edited by Gerhard Besier and Hubert Seiwert in cooperation with James A. Beckford, Massimo Introvigne, James T. Richardson, Richard Singelenberg, Hermann Weber. 

Religion – Staat – Gesellschaft 13 (2-2012)
S. 179–180 | ISSN 1438-955X

Il testo è completato e valorizzato da una introduzione e una conclusione di Willy Fautrè, direttore di Human Rights Without Frontiers, molto impegnato nella difesa dei diritti umani contro tutte le forme di discriminazione,  che ho avuto modo di conoscere durante l'ultimo Congresso CESNUR in Marocco, nel corso del quale ho potuto scambiare qualche idea con lui.

L'aspetto più interessante dell'opera è che ciascun autore ha mostrato la metodologia con la quale la FECRIS opera in diverse nazioni europee e quali possono essere i pericoli, in ciascuna nazione, per i diritti umani e per la libertà religiosa, derivanti da queste attività. 

Willy Fautrè, nell'introduzione al libro, dice che la FECRIS, che si esprime attraverso 25 associazioni in Europa, "è controversa e la sua crociata contro le sette pone molte e fondamentali domande". 

Nella sua conclusione Fautrè mette in evidenza come associazioni membri della FECRIS nelle nazioni prese in considerazione dalla ricerca, mettano in atto azioni discutibili come:

[...]

" - negare lo statuto di religione ad associazioni religiose riconosciute dallo Stato, violando così l'art. 9 della Convenzione Europea dei Diritti Umani

- cercare di limitare o impedire il diritto dei Nuovi Movimenti Religiosi alla libera associazione, alla libertà di espressione e ad accrescere il numero dei loro membri

- cercare di limitare il diritto dei genitori che aderiscono a un Nuovo Movimento Religioso a dare una educazione religiosa ai loro figli con il pretesto che questi ultimi sarebbero in grave pericolo e che avrebbero bisogno di essere protetti dall'indottrinamento

- sostenere una gerarchia di religioni che discrimina i NRM e li relega a una sottocategoria chiamata "harmful, dangerous, destructive or totalitarian sects"

- etichettare attraverso i media interi gruppi religiosi che sono registrati e legali e che non sono mai stati condannati dai tribunali

- diffondere false e infondate accuse e formulare sentenze di condanna sulla base di informazioni diffamatorie

- creare panico sociale mettendo continuamente in guardia contro i NMR

- creare, con i loro discorsi di odio, un clima di intolleranza che porta ad abusi verbali, minacce, aggressioni fisiche contro le persone e attacchi contro gli edifici delle comunità, compreso l'incendio doloso"

[...]

N.B. Il testo completo della conclusione, in inglese, si può leggere nel libro

Questa ricerca sulla FECRIS  è l'ultima  di una serie molto interessante, pubblicata per la prima volta nel  2000,  i cui titoli sono sul sito dell'Università.




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INDICE 


Introduction 

Papers and Essays


Regis Dericquebourg
FECRIS: European Federation of Research and Information Centers on Sectarianism 



Patricia Duval
FECRIS and its Affliates in France. The French Fight against the “Capture of Souls” 



Human Rights Without Frontiers correspondent in Russia
FECRIS and its Affliate in Russia. The Orthodox Clerical Wing of FECRIS 


Christian Brünner/Thomas Neger
FECRIS and its Affliate in Austria. State and Mainline Religions against Religious Diversity 


Gerhard Besier
FECRIS and its Affliates in Germany. The Country with the Most Anti-sect  Organizations 


Miroslav Jankovic
FECRIS and its Affliate in Serbia. Centre for Anthropological Studies: Spreading of Religious Intolerance or Struggle for Human Rights and Freedoms 

Willy Fautré
Conclusions 

Review / Preview 

Index 


INDICE DEGLI AUTORI

Prof. Dr. Dr. Dr. h. c. Gerhard Besier, TU Dresden, Philosophische Fakultät,Lehrstuhl für Europastudien, Chemnitzer Str. 46, 01187 Dresden, GERMANY (gbesier@aol.com)

Em. Univ.-Prof. Dr. Christian Brünner, Karl-Franzens University Graz, Universitätsstrasse 15 C/3, 8010 Graz, AUSTRIA (christian.bruenner@uni-graz.at)

Prof. Regis Dericquebourg, Sociologist, Assistant professor in Social and clinical Psychology at the University Charles De Gaulle, Lille 3 (France), Doctor in sociology (Paris V, Sorbonne), President of the European Observatory of Religion and Secularism (Laïcité), Member of the Group Society, Religion, Secularism – National Center for Scientific Research (Paris-France) Rue Faidherbe, 59110 La Madeleine, FRANCE (redericq@netcourrier.com)

Patricia Duval, Attorney-at-Law, Paris Bar, Avenue du Coq 6, 75009, Paris, FRANCE (duval.patricia@gmail.com)

Prof. Willy Fautré, Director of Human Rights Without Frontiers, Chemin de la Mastelle 30, 7063 Soignies, BELGIUM (w.fautre@skynet.be)

Miroslav Jankovic, human rights lawyer and researcher, Omladinskih brigada 85, 11070, New Belgrade, SERBIA (miroc.jankovic@gmail.com)

Mag. Dr. iur. Thomas Neger, Karl-Franzens-University, Institute for Austrian, European and Comparative Public Law, Political Science, Universitätsstrasse 15A/1, 8010 Graz, AUSTRIA
(thomas.neger@uni-graz.at)

Groupe Sociétés, Religions, Laïcités (GSRL) – Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS).

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INTRODUCTION


Willy Fautré


In the last few years, religious issues have again been prominent in the news and on top of political agendas. The EU institutions which were so indifferent, if not reluctant to initiating any debate on religious topics until the end of the first decade of the 21 st Century, are now interested in religious freedom issues outside the European Union.

At the European Parliament, conferences on Christian minorities in Muslim countries and also on the veil or the burqa in the European Union have been organized. Other initiatives meant to create new mechanisms to mainstream religious freedom issues in the machinery of the European Parliament are also in progress. However, this also wakes up well known polarizations which namely oppose religious circles to supporters of a certain laicité and associations defending women’s rights hostile to the Catholic Church. 

The office of the European Union’s High Representative for Foreign Affairs and Security Policy, Lady Ashton, has already integrated religious freedom into its organization chart and someone has been appointed to this end. Since the beginning of this legislature, a mushrooming in the numbers and activities of the religious and anti-religious lobbies has suddenly accelerated in Brussels where European institutions have their permanent seat and where the Parliament works 2-3 weeks per month.

The awakening of society and politics to certain religious issues does not necessarily mean that a new wind has started to blow. A calm sea has long reigned and debates have been frozen for too long but the religious climate has started to warm up, to melt the ice of indifference, to move the waves and to fill the sails of the public debate. The wind that has started to blow now appears to be swirling and capricious.

The return of religious issues into the public debate, sure, but also the return of powers opposed to the freedom to believe and to change one’s religion whatever the clothes they adorn.

One of these powers is FECRIS (European Federation of Centers for Research and Information), an organization uniting 25 anti-sect organizations in Europe which was founded in Paris in 1994 on the initiative of the French association UNADFI (National Union of Associations for the Defense of the Family and the Individual). 

This organization is controversial and its crusade against sects poses a number of fundamental questions. This study will focus on the FECRIS member associations in five European countries: France, the cradle of laïcité and the driving force of the anti-sect fight in Europe promoting the separation between State and religion; Austria and Germany, where public powers and dominant churches lead a common struggle against “sects”; and Serbia and Russia, two Orthodox countries in which FECRIS member associations include Orthodox missionary departments instrumentalizing the sect issue to eliminate competitors of Orthodox
Churches. 

Various specialists from the five countries have contributed to this research under the aegis of Human Rights Without Frontiers. 






1 commento:

Anonimo ha detto...

Perché sapere di non sapere sia l'unica verità. E che in questa verità la gente riconosca l'obbligo di dover ricercarne delle altre.

http://biancofondente.wordpress.com/