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mercoledì 23 febbraio 2011

La Fabbrica del Terrore


Oggi vorrei tornare sul tema "media e spazzatura" che  abbonda ovunque, ma,  soprattutto, nel mondo virtuale.

Come ho già spiegato in ALTRI MIEI ARTICOLI, si tratta della spazzatura creata,  diffusa e clonata esponenzialmente nel Web da  organizzazioni che si occupano principalmente di suscitare allarmi sociali per indurre i navigatori a credere in realtà spaventose che non esistono  ma che, grazie alla rete, sembrano esistere veramente.

E' a tali organizzazioni che molte agenzie di stampa attingono per acquisire informazioni, fare audience e, in questo modo, direttamente o indirettamente,  pubblicizzarne le attività e  le finalità. Tanto più la gente legge, tanto più si guadagna con la pubblicità.

Dietro questa strategia del terrore ci sono interessi di vario tipo a seconda di quale sia il "mandante" che cambia, di volta in volta, a seconda del settore informativo interessato.

Premesso, quindi, che gli ambiti sono diversi e che ciascuno presenta caratteristiche proprie, vorrei fare ora un esempio recentissimo, che riguarda  l'ambito che più mi interessa: la propaganda antisettaria

Per propaganda antisettaria intendo quella strategia informativa che agisce  utilizzando due diverse strategie:

1) La prima mira a creare allarme dove non ne esiste alcuno oppure a trasformare un fenomeno realmente esistente, in alcune frangie sociali e in casi sporadici,  in una catastrofe planetaria.

2)  La seconda mira a isolare chi diffonde informazioni accurate, attendibili  e scientifiche, ma non "terroristiche". L'isolamento viene attuato attraverso l'uso massiccio della diffamazione sia via Internet sia nel mondo "reale", grazie all'appoggio di gruppi e individui compiacenti  e "conoscenze" interessate a fare in modo che venga diffusa un'informazione univoca, antiscientifica e antidemocratica.


Vorrei fare due esempi di questa duplice strategia: il caso di Marilena Piretti e il caso  di Raffaella Di Marzio

Un esempio della prima strategia

Prendo in considerazione solo uno stralcio di due articoli dei giorni scorsi sulla "scomparsa" di Marilena Piretti, ripresi, clonati e diffusi nella rete:

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Damanhur

1) Trieste: La misteriosa scomparsa di Marilena Piretti. Per la famiglia è vittima di una setta.

Gexplorer.net Notizie Italiane

http://www.gexplorer.net/notizie/2011/02/trieste-la-misteriosa-scomparsa-di-marilena-piretti-per-la-famiglia-e-vittima-di-una-setta/
 
La famiglia di Marilena Piretti, una studentessa di lingue, di Trieste, di 27 anni, che manca da casa da un mese, teme che dietro alla scomparsa della ragazza ci possa essere una setta. Lo ha raccontato, al “Piccolo”, la nonna della giovane che ha contattato anche la trasmissione «Chi l’ha visto» nel tentativo di riuscire a rintracciarla.

Marilena è scomparsa il 14 gennaio scorso dopo aver fatto visita per l’ultima volta alla nonna Nella. La madre e soprattutto la zia Samantha, poco più vecchia di Marilena e legatissima a lei, hanno sperato per giorni di rivederla o di ricevere almeno una sua telefonata. Poi, non ottenendo più notizie, hanno sporto denuncia, segnalando la sparizione della ragazza e ipotizzandone anche un possibile avvicinamento alla comunità Damanhur» con sede a Ivrea. Una falsa pista, perché, fanno sapere dalla comunità spirituale, la ragazza da lì non è mai passata.[...].


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2) Ragazza scomparsa a Trieste, Marilena Piretti forse vittima di una setta religiosa

Pubblicato da Giulio Ragni il 21/02/2011 in: Cronaca

http://attualita.tuttogratis.it/cronaca/ragazza-scomparsa-a-trieste-marilena-piretti-forse-vittima-di-una-setta-religiosa/P45957/

L’ultima vittima potrebbe essere lei, una studentessa di Trieste di 27 anni, Marilena Piretti: stiamo parlando delle sette religiose, un fenomeno inquietante e in continua espansione negli ultimi anni nel nostro paese, soprattutto nel Nord Italia.

La nonna della giovane, l’ultima a vedere Marilena prima della scomparsa, avvenuta il 14 gennaio scorso, teme possa esserci appunto una setta dietro la sparizione: la fine della relazione con il ragazzo con cui stava da 6 anni, unita ai difficili rapporti con la madre, aveva fatto cadere Marilena nel tunnel della depressione, e l’aveva fatta avvicinare ad una fantomatica Federazione Damanhur. Purtroppo le sette religiose non assomigliano quasi mai al mitico dudeismo del Grande Lebowsky.

‘Marilena aveva parlato con mio figlio di questa Damanhur già la scorsa estate. La descriveva come un posto in cui si vive bene. Noi però abbiamo il terrore che in realtà sia una di quelle sette in cui, se entri, non esci più‘, spiega la nonna ai giornali [...]

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Quello che credo ci debba preoccupare veramente è il fatto che la scomparsa della ragazza sia stata attribuita alla "setta" Damanhur perchè, stando alle informazioni che abbiamo letto, " 'Marilena aveva parlato con mio figlio di questa Damanhur già la scorsa estate. La descriveva come un posto in cui si vive bene. Noi però abbiamo il terrore che in realtà sia una di quelle sette in cui, se entri, non esci più', spiega la nonna ai giornali". 

La ragazza si trovava in un periodo di depressione e questo l'avrebbe predisposta a diventare una "vittima" di Damanhur, che, ovviamente viene inclusa implicitamente tra le "sette". La cosa è molto chiara se si legge tutto l'articolo, specialmente nella parte finale.  

Nel caso di Marilena la nonna e i genitori sono terrorizzati dal fatto che la ragazza sia   entrata in Damanhur, che potrebbbe essere "una di quelle sette in cui, se entri, non esci più".

Perchè sono terrorizzati? Perchè ci sono alcuni "segni" di pericolo, e cioè:

- Problemi di relazione in famiglia
- Una delusione amorosa seguita da un periodo di "depressione"
- Una conversazione risalente a molti mesi prima della "scomparsa" in cui Marilena dice a un parente che Damanhur  è un "posto in cui si vive bene" 
- Un suo possibile "avvicinamento" alla comunità di Ivrea 

Questa famiglia, nella quale è stato operato  dalla propaganda antisette e dai media complici un vero e proprio "indottrinamento alla fobia" verso le sette in cui, se entri, non esci più, ha vissuto giorni di autentico terrore immaginando i più truculenti scenari di lavaggio di cervello, maltrattamenti, circonvenzione, violenze psicologiche o fisiche ecc. ecc.

Sicuramente saranno stati indottrinati a leggere sul web racconti drammatici di violenze e abusi e i resoconti "scientifici" di "studiosi" che gridano  e denunciano  un numero imprecisato ma significativo di sparizioni/sacrifici di adulti e bambini nelle sette (quanti? dove? prove? riscontri?... nessuno li ha ...)

Ma, cosa accade nel mondo reale? Che Marilena è ricomparsa e  ora sappiamo che:

- Il fatto di allontanarsi da casa senza avvisare i suoi familiari  era per Marilena un'abitudine
- Si muove autonomamente e non vuole tornare a casa
- I riscontri dei carabinieri fanno pensare che quella di allontanarsi sia stata per Marilena una scelta volontaria
- Sappiamo anche che a Damanhur non c'è mai stata

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3) Marilena Piretti ritrovata a Siena: la sua nuova vita in una comunità rurale

http://www.fanpage.it/marilena-piretti-ritrovata-a-siena-la-sua-nuova-vita-in-una-comunita-rurale/

Marilena Piretti è scomparsa da Trieste il 14 gennaio e, dopo quasi un mese di indagini, finalmente è stata rintracciata dai carabinieri a Siena. Un funzionario della squadra mobile ha, però, spiegato che la ragazza non intende affatto tornare a casa:

Era stata rintracciata a Bologna e poi a Pistoia. Adesso si trova a Siena. Si muove autonomamente. Evidentemente ha dei problemi perché ha detto chiaramente di non voler rientrare a casa.

Quella di allontanarsi da casa senza avvisare i suoi familiari, era per Marilena quasi un abitudine ed è per questo che la denuncia di scomparsa è stata presentata dalla madre solo il 27 gennaio. Non era, però, mai successo che  le sue “fughe” durassero per più di tre o quattro giorni.

In particolare, si temeva che la donna potesse aver deciso di entrare in una setta a seguito di una profonda delusione d’amore, che l’aveva gettata in un profondo sconforto. Amici e parenti, infatti, la descrivono come una ragazza solare ed entusiasta, ma dopo la fine della sua ultima relazione questa gioia di vivere aveva fatto posto alla depressione. Dopo la sua scomparsa, le indagini dei carabinieri hanno portato a credere che l’allontanamento di Marilena fosse dovuto ad una scelta volontaria


Conclusione

Se questa è l'attendibilità della propaganda antisette qualcuno dovrebbe cominciare a rivedere le proprie fonti e chi diffonde simile propaganda dovrebbe anche cominciare a capire che questa strategia alla lunga è fallimentare e pericolosa, in modo particolare per le famiglie che chiedono aiuto.  

Ovviamente quanto detto presuppone la buona fede e la capacità di comprensione necessaria per fare "mea culpa", una vera "perla preziosa" in certi ambienti ... 




Un esempio della seconda strategia

R. Di Marzio corrispondente dell'ICSA
La propaganda antisette include anche una serie di manovre diffamatorie operate in rete e al di fuori di essa che mirano a isolare le voci "fuori dal coro" e gli spiriti critici che ancora osano parlare. 

Io ho l'onore di essere tra questi. 


Non mi dilungo a raccontare i fatti: è una storia lunga tre anni che si può ricostruire agevolmente leggendo questo blog, il mio sito e cercando in rete i diversi attestati di solidarietà che ho ricevuto sia da esponenti della comunità scientifica nazionale che internazionale. 

Cercando in rete troverete anche il risultato dell'opera incessante di quelli che ormai chiamo i miei "benefattori" perchè veramente mi hanno insegnato molto in questi utlimi tre anni, in particolare mi hanno insegnato a riconoscere il male e a non farlo mai, per nessuna ragione, neanche a loro. 

Mi hanno insegnato che l'odio genera altro odio e che è necessario non farsi risucchiare nel vortice della vendetta. 

Mi hanno insegnato ad avere pietà  per chi soffre a causa dei suoi problemi (e non è in grado di comprenderlo) e molte altre cose,  che forse un giorno scriverò.

Ringrazio veramente di cuore  le persone che stanno facendo opera di diffamazione nei miei riguardi sia attraverso Internet che contattando una ad una  tutte le persone che mi stimano e con le quali collaboro professionalmente, inviando "dossier", degni della peggior specie di "spionaggio" di bassa lega, a destra e a manca.

La loro azione mi conferma ulteriormente nella bontà di ciò che faccio e di ciò che scrivo da anni per cui li invito a NON desistere: c'è ancora tanto da poter inventare, propagare, aggiungere, creare ad hoc, anche con l'ausilio delle nuove tecnologie che consentono di tagliare filmati "ad arte", per cercare di distruggere il buon nome e la reputazione della sottoscritta.

Mentre i miei "benefattori" sono quotidianamente impegnati a diffamarmi e a cercare di isolarmi, la mia vita procede come sempre, come quella di qualsiasi altra persona, piena di gioie e dolori, soddisfazioni e sconfitte, bene e male.  L'attivismo diffamatorio genera agitazione e ansia  solo in chi ha qualcosa da rimproverarsi. 

Per questo motivo oggi vorrei lanciare un appello ai miei "benefattori" :

Per favore, NON vi fermate, lasciate che sia la verità a farlo


Conclusione

Alle persone dotate ancora di senso critico ed equilibrio mentale vorrei raccomandare di fare attenzione a non cedere a questa forma di condizionamento psicologico molto intenso e molto carico di emotività operato da persone animate da secondi fini. 

Non lasciatevi trascinare nel vortice della paura da chi trae vantaggio e si "nutre" dei vostri timori e della vostra ansia.


Se leggete qualcosa non accettatelo senza pensare, senza farvi domande, cercate le ragioni di ciò che accade verificando le innumerevoli cause di fenomeni complessi come quello dell'affiliazione a un gruppo religioso-spirituale.


La realtà non è bianca o nera, ma ricca di sfumature che vanno esplorate, le persone vanno capite e il male va combattuto con le armi più adatte, non alimentato con altro odio.


Per chi fosse interessato a reperire informazioni attendibili su questo particolare argomento consiglio di rileggere un post che ho pubblicato un pò di tempo fa.






13 commenti:

Anonimo ha detto...

La sua, dottoressa Di Marzio, sembra una storia nella quale si è trovata malvolentieri a ricoprire il ruolo di protagonista principale. Tuttavia mi sembra di vedere un elemento molto interessante leggendo delle sue vicende e approfondendo la sua storia. In particolare, mi sorge un parallelo storico abbastanza interessante. Il famoso filosofo Immanuel Kant, nella sua critica della ragion pratica, riflettendo sul problema della morale, affermava che raramente in questo mondo c'è rapporto tra la vita virtuosa e la vita felice, in questo senso, secondo lui, chi agiva bene e secondo giustizia, molto spesso era infelice, mentre i malvagi molto spesso erano premiati...almeno per un pò. Infatti, secondo il filosofo prussiano, alla fine c’èra sempre una forza che assicurava ai virtuosi, in proporzione ai loro meriti, la felicità conseguente. Kant chiamava questa forza Dio, ma io penso che in qualche modo avesse in mente un’idea ben precisa di giustizia e di decenza, indispensabile per far vivere gli esseri umani con dignità e decoro. Se la nostra società ha conservato anche solo in minima parte quella traccia di dignità e di decoro sono convinto che presto o tardi la sua storia terminerà con la sospirata formula: “e vissero tutti felici e contenti”.

Anonimo ha detto...

Lei ha veramente il grande merito di trarre conclusioni veramente scarse da aggiungere alle sue tesi . Come insegna l'Esimio Introvigne "il Suo è solo un punto di vista", ed è disonesto intellettualmente colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.

Raffaella Di Marzio ha detto...

Credo di avere molti difetti, ma quello della disonestà intellettuale non mi appartiene.

In questo post dico solo la verità che è sotto gli occhi di tutti.

La sua affermazione secondo la quale io "cambierei la verità" è illogica, la verità è quella che è. Io non posso cambiarla.

Tutt'al più potrei, se fossi disonesta, raccontare diversamente la realtà.

L'illogicità della sua critica mi ricorda tanto lo stile di una persona che conosco.

In quanto al mio pensiero ne vado fiera. Sono convinta di ciò che penso e dico.

Chi non è d'accordo potrebbe fare delle osservazioni concrete in modo che possa scaturirne un dibattito.

Lei invece scrive affermazioni generiche e "sentenze" che non hanno alcuna base. Se non è così, mi spieghi:

Esattamente quale "verità" avrei cambiato?

Quali conclusioni "scarse" avrei tratto?

Sono invece d'accordo con lei che il mio è solo un punto di vista. Ma perchè il suo cos'è?

RDM

Anonimo ha detto...

Mi trovo a confermare ciò che dice l'anonimo precedente. Lei può insegnare che la verità non deve adattarsi alle proprie convinzioni, ma va vista con una certa obiettività ed oggettività.

Mi dispiace sentire da lei, dottoressa, parlare (e scrivere) di persuasione, manipolazione e poi negare tutto (quando le fa comodo) e riproiettare queste stesse cose sugli "anti-sette" che, per quello che mi riguarda, avrebbero da definire lei "apologeta delle sette" (termine che in passato hanno anche utilizzato alcuni suoi collaboratori).

E' facile incolpare la stampa di manipolazione, e di essere manipolata da qualcuno, quando la realtà dei fatti conferma ciò che dice la stampa stessa.

Dottoressa, lei dovrebbe essere più leale verso le persone che la seguono e verso se stessa che svolge il lavoro di ricercatrice.

Ne faccia tesoro di queste cose!!

Raffaella Di Marzio ha detto...

Non ho mai negato l'esistenza della manipolazione mentale, della persuasione coercitiva ecc.

Se lo avessi fatto avrei negato l'esistenza di una serie innumerevoli di studi e ricerche in ambito psicologico e non solo.
Non ho mai negato l'esistenza di questi processi.

Dico che essi vengono attuati non solo nei gruppi settari ma anche nei gruppi antisette che funzionano con le stessse dinamiche.Cambiano gli attori ma le dinamiche sono le stesse.

La stampa manipola e persuade a suo modo, e una prova di questo è il caso della Tirelli, ma se ne potrebbero citare molti altri.

Tutti noi a nostro modo cerchiamo di persuadere e manipolare gli altri, nei nostri rapporti personali, familiari, di lavoro ecc. Tutto questo rientra nella quotidianeità.

Tuttavia nel settore di studi delicato che mi interessa in modo particolare le conseguenze dell'attività di certi gruppi possono essere molto negative, per le persone coinvolte.

La differenza tra me e altre persone impegante in questo campo è molto semplice: quando io ascolto una persona vedo la persona e ascolto quello che dice. Il valore di quella persona per me non risiede nel suo essere un ex o un membro attuale.

Il mio intento è ascoltare una persona e un affiliato a una setta non vale di meno o di più rispetto a uno che ne è uscito. E nessuno mi può assicurare che il primo sia plagiato e il secondo no.

Come può mentire uno che è dentro una setta così potrebbe mentire uno che ne è uscito. Questa è la realtà.

Ma questa realtà non è importante per chi è interessato a scatenare guerre e creare panici.

Credo di essere leale e di non aver mai tradito i valori che sono alla base della ricerca, della scienza e in particolare della psicologia, che è la branca che mi interessa maggiormente.

Lei non sarà d'accordo, e io non posso dilungarmi in questa sede perchè ho già detto e scritto molto su questo.

Se lei è una persona interessata a capire il mio pensiero e il metodo che ritengo più equo, scientifico ed etico nello studio dei gruppi religiosi e nell'affrontare i conflitti relativi alla loro difusione, la invito a leggere il mio ultimo libro e in particolare la seconda parte.

http://www.magiedizioni.com/magiedizioni/NUOVE_RELIGIONI_E_SETTE.html

Eventuali ulteriori domande può inviarle all'email rdm@dimarzio.it

Compatibilmente con i miei impegni cercherò di rispondere.

Cordiali saluti

Raffaella

Raffaella Di Marzio ha detto...

Nella risposta precedente mi sono accorta di aver fatto un errore che mi sembra doveroso correggere.

Parlando della ragazza che era scomparsa e che è stata ritrovata ho scritto il nome "Tirelli" che è sbagliato.

Il nome della ragazza scomparsa è "Piretti".

RDM

Anonimo ha detto...

Forse conveniamo su due modi diversi di intendere la manipolazione.

Io direi che i contesti di applicazione siano eterogenei. Esempio: se il tizio che mi vende

l'aspirapolvere riesce a farmi spendere 500 euro, dopo l'acquisto del prodotto io non sento

il desiderio di comprarne un altro o di rendermi dipendente dal rappresentante. Ci rimango

sicuramente male perchè quei soldi me li sarei risparmiati per comprarmi qualcosa di utile.

La manipolazione nei culti va ad intaccare dei profondi bisogni interiori della persona al

fine di renderla, davvero dipendente e poco autonoma. Il disagio si aggrava maggiormente se

esistono alcuni tratti di personalità che predispongono alla dipendenza.

Il suo libro lo comprerò senz'altro, essendo io una persona dalla mente migrante.

Mi permetta alcune critiche però:

1. Mi trovo a contestare la sua metodologia di osservatore partecipante: lei sa benissimo

come la desiderabilità sociale sia altissima in certi culti (lei crede davvero che un

affiliato le confessi di star male nel suo gruppo o le dica davvero la verità?)

[...]

3. La realtà degli anti-sette (che brutta parola, peggio di setta) in Italia, mi scusi se

mi permetto, corrisponde solo a pura fantasia con il fine di giustificare l'operato delle

sette (distruttive). Ovvio, anche un ex affiliato può mentire, ma da quel che si deduce, da

mentire c'è ben poco.

Cordiali saluti e auguri.

Raffaella Di Marzio ha detto...

Come avrà notato ho eliminato un paragrafo del suo commento prima di pubblicarlo perchè non c'entrava nulla con la nostra discussione. Su questo credo anche lei sarà d'accordo. Le righe eliminate sono contrassegnate da tre puntini tra parentesi quadre.

Sono d'accordo con lei sul fatto che la manipolazione nei culti va ad intaccare dei profondi bisogni interiori della persona al fine di renderla dipendente e poco autonoma.

Condivido anche il fatto che il disagio si aggrava maggiormente se esistono alcuni tratti di personalità che predispongono alla dipendenza.

Riguardo alla sua prima obiezione:

"1. Mi trovo a contestare la sua metodologia di osservatore partecipante: lei sa benissimo
come la desiderabilità sociale sia altissima in certi culti (lei crede davvero che un affiliato le confessi di star male nel suo gruppo o le dica davvero la verità?)"

Una ricerca non parte dal presupposto che l'oggetto di indagine sia in cattiva fede e desideri mentire all'osservatore. Questo si chiama pre-giudizio e non ha nulla a che fare con la scienza.

Uno studioso che entra in un gruppo per osservare deve appunto osservare ed essendo preparato sa riconoscere dalla comunicazione non-verbale e da altri segnali quando si verificano tentativi di manipolazione nei suoi confronti.

Se invece sa già che quella è una setta e che i membri sono tutti delinquenti o falsi allora certamente non andrà ad osservare un bel niente perchè non avrebbe senso.

L'osservazione non va fatta solo con i membri del gruppo ma anche con gli ex membri che sono andati via, sia quelli scontenti che con quelli che sono andati via senza rancori (la stragrande maggioranza).

Osservando le dinamiche di entrambi i gruppi lo studioso può farsi un'idea delle caratteristiche più o meno manipolatorie del gruppo e del leader.

A questo deve ovviamente aggiungere la somministrazione di test, colloqui privati, interviste, lo stuido della dottrina e della prassi del gruppo ecc.

Per quanto riguarda la sua seconda affermazione:

"3. La realtà degli anti-sette (che brutta parola, peggio di setta) in Italia, mi scusi se
mi permetto, corrisponde solo a pura fantasia con il fine di giustificare l'operato delle
sette (distruttive). Ovvio, anche un ex affiliato può mentire, ma da quel che si deduce, da
mentire c'è ben poco."

Se desidera che utilizzi una terminologia più scientifica posso farlo e allora possiamo parlare di gruppi che manifestano "atteggiamenti di resistenza ai culti".
Questi gruppi esistono in tutto il mondo e la letteratura scientifica abbonda di ricerche su di loro insieme agli studi sulle reazioni della società a diverse forme di "devianza".

I gruppi antisette sono una pura fantasia? Allora la mia fantasia coincide con quella di decine di studiosi (sociologi, psicologi, antropologi ecc)che hanno dedicato anni di ricerhe allo studio del movimento antisette in diverse parti del mondo.

Tra questi studiosi che "fantasticano" sul movimento antisette ci sono anche i più autorevoli psicologi della religione, a livello mondiale, tutti già Direttori della più grande organizzazione mondiale di psicologi, l'APA (American Psychological Association).

Come vede le mie "fantasie" sono contagiose.

Mi spiace non potermi soffermare di più su questo e la invito nuovamente a leggere il mio libro e a scrivermi dopo averlo letto alla mia email per eventuali domande, critiche ecc.

Se dovesse scrivere nuovamente in questo blog non assicuro una ulteriore risposta poichè nei prossimi giorni sarò spesso fuori sede.

Cordiali saluti

Raffaella

Anonimo ha detto...

No, ma non si preoccupi, anche io ho altre faccende da sbrigare. Potremmo stare fino alla fine dell'anno a parlarne senza arrivare ad un accordo.

Se un giorno avrò la fortuna di incontrarla, magari ci "scanniamo" "face to face" (è una battuta) per poi scambiarci un'amichevole stretta di mano.

Lei è molto simpatica!

Raffaella Di Marzio ha detto...

Pubblico qui di seguito il commento di Venanzio Malavasi in due parti poichè era troppo lungo.

Ho eliminato dal commento (nella seconda parte) una frase nella quale c'erano accuse gravi che non possono essere lanciate utilizzando questo Blog di cui risponde la sottoscritta ma che potrebbero essere formulate nelle sedi più opportune, come credo sia giusto fare.

Ecco qui di seguito la prima parte del commento:

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Una presa di posizione coraggiosa la sua, dottoressa, che può solo riscuotere stima. L'esperienza, come lei stessa afferma, le ha insegnato molto. Ci vuole comunque, nella sua posizione, una buona dose di onestà intellettuale e coraggio scrivere quanto ha scritto.

Non sono un tecnico e non so valutare se in certe sette si attui o meno il lavaggio del cervello. Ma di una cosa sono abbastanza sicuro: certi esponenti del movimento anti-sette manipolano le informazioni e rappresentano emergenze e situazioni allarmistiche che non esistono. Orbene, questo nel nostro diritto si hiama "procurato allarme" ed è sanzionato dal codice penale.

Ma qual è lo scopo di questo presenzialismo ossessivo dei soliti noti sui giornali, sulla TV pubblica e sulle reti private? Quasi ogni trasmissione televisiva in materia di "sette" vede ospiti esponenti della FAVIS, dell'ARIS, dell'Associazione Papa Giovanni XXII° o del CeSAP a snocciolare statistiche non verificabili, o descrivere situazioni tragiche tutte da verificare: Mattina in Famiglia, RAI NEWS, I Fatti Vostri, per citare solo le più recenti.

Ancora ci si chiede, qual è lo scopo di queste campagne? Semplice: procurare abbastanza allarme da giustificare l'introduzione di leggi limitative.

Ecco che allora si spiegano i continui contatti di Don Aldo Bonaiuto (già esponente della SAS) con la Commissione Giustizia del Senato, presso la quale è in esame il famigerato DDL 569 sulla manipolazione mentale partorito dal senatore Caruso. Ecco spiegati i continui contatti tra il presidente della FAVIS Alessandrini e la senatrice Allegrini, relatrice del DDL; ultimo (forse) in ordine di tempo durante in convegno romano del 16 febbraio presso la Lateranense.

Spiega anche come mai, il primo marzo scorso, 4 giorni fa, la senatrice Allegrini "chiede che la Commissione proceda, al fine di una più completa istruttoria" (ndr: del DDL 569) all'audizione di alcuni esperti. Ha indovinato chi sono questi esperti? Niente meno che il dottor Alessandrini, presidente FAVIS, di Don Aldo Bonaiuto, Associazione Giovanni XXIII, del dottor Pizzi, procuratore generale di Bari e del professor Bruno, criminologo.
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Segue seconda parte...

Raffaella Di Marzio ha detto...

Commento di Venanzio Malavasi

Seconda parte

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Una scelta non certo casuale. E per essere certi che nessun'altro possa introdurre nella lista nomi "scomodi", ecco che "il presidente BERSELLI concorda con la relatrice e, accedendo ad una sollecitazione della senatrice DELLA MONICA (ndr: che si è dimostrata favorevole al DDL assieme ai senatori Mugnai e Li Gotti), invita i diversi senatori componenti della Commissione a far pervenire, entro martedì 8 marzo alle ore 18, eventuali ulteriori richieste di audizione".

Insomma, senza dare alcuna pubblicità a questa decisione e senza avvisare altri esperti titolati, concedendo solo 5 giorni lavorativi, la Commissione procede all'audizione di pochi soggetti prevenuti che, in un modo o nell'altro e in più occasioni, si sono già detti più che favorevoli all'approvazione di questa legge. Gli stessi (Alessandrini e Bonaiuto, avallati da Bruno) che hanno forgiato le statistiche gonfiate del "pericolo sette" e procurato il finto allarme sociale tramite quella che lei giustamente chiama la "macchina del terrore".

Ma l'Italia non è l'america. Il lobbismo parlamentare non è lecito. Non si può procurare allarme tramite i media per far promulgare leggi speciali, cosa peraltro proibita dalla Carta Costituzionale, prendendo accordi privati con dei parlamentari.

A mio parere non si può parlare solo di un modo poco ortodosso, adottato in buona fede, di condurre una battaglia contro un male sociale presunto.

[...]

Quanto scritto sopra lo può reperire qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=526043

Venanzio Malavasi

Anonimo ha detto...

Gentilissima Dottoressa Di Marzio, ho trovato molto sconcertanti la sua tesi come alcuni commenti in calce al suo intervento ma volendo capire bene la sua tesi: questo link rientra come esempio su quanto Lei intende per fautori della fabbrica del terrore colpevoli di procurato allarme?

http://www.viareggiointv.com/jml1_5/index.php?option=com_content&view=article&id=13709

Quindi pensa che vi sia un disegno complottistico e nascosto affinchè i mass media diffondino un problema che non esiste ma voluto da chi ne ha tutto l'interesse??

quali sono le prove del complotto se le sue conclusioni sono esatte, le specifichi .

Se non ricordo male anche la
Dr.Santovecchi oltre ad essere una ex che nel video si racconta ai mass media , ha partecipato al convegno Icsa , anche lei si puo annoverare tra chi pratica il "procurato allarme"?

Raffaella Di Marzio ha detto...

Gentile signore,

non esiste alcun complotto e non devo fornire prove di complotti a nessuno. Non c'è un complotto, c'è una cattiva informazione e un allarmismo fuori luogo.

Ci sono gruppi settari all'interno dei quali le persone sono sfruttate o subiscono abusi di vario genere, ma questo succede anche in altri contesti sociali e anche all'interno di gruppi cattolici o protestanti che di solito non sono definiti "sette".

Non esiste un allarme sociale, non è un problema che richiede l'intervento di leggi speciali o forze speciali di polizia, è un problema sociale che va affrontato con altre modalità. Quali? Ho detto quello che penso su questo nel mio libro, e non posso qui ripeterlo.

Inoltre, l'affiliazione a un gruppo non gradito ai familiari non è causato solo dal proselitismo truffaldino della setta ma anche dai problemi preesistenti nel gruppo di riferimento della persona. Non è credibile attribuire alle sette tutti i problemi di una persona, è un modo per creare dei mostri e non risponde al vero, secondo me.

La testimonianza della Dott. ssa Santovecchi è veritiera come quella di molti altri fuoriusciti e io li rispetto, ma la maggior parte dei fuoriusciti lascia i propri gruppi senza alcun risentimeno.

Per avere una visione chiara del fenomeno bisognerebbe ascoltare anche gli ex che sono andati via senza risentimento. Ma questo non farebbe notizia e quindi non interessa a nessuno, tantomeno a chi invoca "leggi speciali" contro di loro.

Il suo commento è stato pubblicato con molto ritardo perchè era finito nello SPAM del blog e l'ho visto solo ora.

me ne scuso

RDM