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domenica 8 marzo 2009

Convegno: Religiosità e Nuove Tecnologie


Religiosità e Nuove Tecnologie

Psicologia e Religione nell’era della Rivoluzione Tecnologica


Roma, 4 Aprile 2009




Giornata di Studio organizzata dalla SIPR (Società Italiana di Psicologia della Religione) e dal CSSC (Centro per lo Studio della Scienza, la Società e la Cittadinanza)


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Perché una giornata di studio su “Psicologia e Religione nell’era della Rivoluzione Tecnologica”?

Il Novecento ci ha abituati a considerare il rapporto tra religione e tecnologia come attraversato da una tensione continua, a volte persino lacerante. Il pensiero tecnologico è stato variamente descritto come lontano, o negatore, del pensiero religioso, attribuendo casomai solo alla scienza una ricchezza e finezza di significati vicini al simbolismo religioso.

Usando una distinzione
simile a quella famosa – e così dubbia ‐ tra “poesia” e “non‐poesia”, si è voluto quasi vedere da un lato un pensiero scientifico “buono” che ‐ a volte in concorrenza, a volte in collaborazione, con il pensiero religioso – ricercava significati, e un pensiero tecnologico “cattivo”, teso solo a raggiungere risultati strumentali. Che ciò non sia vero, basta a dimostrarlo, invece, sia il complesso insieme di relazioni intrattenute tra tecnologie e religioni, sia le stesse sorgentipsicologiche da cui originano le forze che spingono l’uomo ad essere, nello stesso tempo, homo religiosus e technologicus.

La
tecnologia null’altro è che una pratica sociale che permette all’uomodi ampliare le sue limitate capacità fisiche e mentali. Mai l’uomo si è sentito così piccolo nell’universo se non dopo aver esplorato altri corpi celesti; mai si è sentito così fragile e debole, se non dopo i grandi successi della medicina e della genetica; mai si è sentito così limitato nel tempo e nello spazio, solo e nello stesso tempo sorvegliato, se non dopo l’avvento delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Neuroscienze ed Internet rappresentano probabilmente le due aree di ricerca dove di più, e più spesso oggi, il mondo delle tecnologie e delle religioni si incontrano e scontrano.

Da un lato le ricerche sulle
basi neurofisiologiche del pensiero religioso, nonché di esperienze mistiche e non convenzionali, stanno uscendo dalla fase pionieristica, dall’altro le nuove discipline neurocognitive sono sfidate a confrontarsi con i grandi temi antropologici che da sempre costituiscono il terreno delle religioni. Nello stesso tempo i nuovi mezzi di comunicazione sociale, Internet e ora anche il web 2.0, si stanno dimostrando strumenti formidabili per trasmettere contenuti religiosi, spesso in termini positivi, ma talvolta anche rischiando di diventare strumenti di propaganda di nuove sette o fondamentalismi violenti.

Questa giornata di studio promossa dalla Società Italiana di Psicologia della Religione e dal Centro per lo Studio della Scienza, della Società e della Cittadinanza intende essere solo il primo di una serie di appuntamenti che daranno la possibilità a studiosi di varie discipline di riflettere insieme su questi temi. Le questioni sono tante e complesse.

Anni fa un primo ministro canadese terminò una
conferenza internazionale affermando “E’ stata una riunione entusiasmante, abbiamo tutti le idee più confuse di come le avevamo all’inizio del convegno”. Se riuscissero ad ottenere lo stesso risultato, gli organizzatori di questa giornata di studio sarebbero più che soddisfatti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Gent.ma Dottoressa,

vedo con piacere che organizza Convegni ad un livello decisamente 'elevato'.

Continui così e grazie per il suo impegno ... mentre lei lavora seriamente altri si rotolano nel fango e non riescono ad organizzare nemmeno un piccolo incontro 'tra amici e parenti' nelle periferie del profondo Sud italiano.

Spero di incontrarla il giorno del Convegno per manifestarle la mia solidarietà e la mia stima di persona.