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sabato 6 novembre 2010

Movimenti anti-cristiani: vittime e storie di atrocità

In questi giorni sto leggendo un libro di Hans Kung, autore che prima conoscevo solo di fama.

Da questa lettura sono scaturite alcune riflessioni anche sui temi di cui mi occupo e, in particolare, sul problema di come fare ricerca in modo scientifico su realtà religiose minoritarie e "devianti" all'interno del contesto sociale in cui viviamo. Un tema di cui mi sono occupata spesso, negli ultimi quattro anni,  e che sto cercando di approfondire condividendo le mie riflessioni critiche anche con studiosi di altri paesi. 


Ritengo che questo sia un problema cruciale, in particolar modo  nel nostro Paese.


Il mio ultimo libro "Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto" rappresenta, in un certo senso, la "summa" della mia esperienza in questo campo, almeno fino ad oggi.


Ma cosa c'entra il teologo Hans Kung in tutto questo?


Nel suo libro "Cristianesimo. Essenza e Storia" (pp.16-19), Hans Kung critica un certo numero di storici-filosofi-teologi che scrivono con intenti opposti riguardo al cristianesimo: per denigrarlo o per esaltarlo. Egli ritiene che queste siano due modalità erronee di fare storia,  di segno opposto, ma di uguale gravità.

Tra i personaggi che hanno dato del cristianesimo una immagine "criminologica" egli cita Nietzsche, che si propone esplicitamente la distruzione del Cristianesimo, e Deschner che vuole scrivere una storia della criminalità clericale. Riferendosi a questi ed altri autori, Kung dice che molta della "critica corrosiva di ex credenti nasce da una speranza amaramente delusa".

Non che le critiche degli ex cristiani non abbiano qualche fondamento, tuttavia delle loro critiche si sono purtroppo impossessati i pamphletisti che "non vogliono comprendere e distinguere criticamente, ma accusano e condannano in maniera globale".

Citando uno di questi autori, Deschner, Kung dice che egli mette insieme, nello spirito dell'ostilità verso il cristianesimo, tutti gli errori e i misfatti, i delitti e i vizi, passando semplicemente sotto silenzio tutto ciò di buono e luminoso si può trovare nella storia bimillenaria del cristianesimo, allo scopo di dimostrare la tesi secondo cui il cristianesimo è in sè deliquenziale e criminale, un inganno che dovrebbe essere distrutto scientificamente.

A lungo andare, però, questo genere di storie, che raccolgono ombre ed elencano pozzanghere, diventano noiose tanto quanto le esaltazioni del cristianesimo.

Ciò che mi ha colpito di più nelle riflesisoni di Kung sono le parole che usa quando disprezza questo modo di "fare storia".

Cosa producono l' esaltazione del cristianesimo da una parte e la denigrazione di esso dall'altra? Esse producono "sgradevoli libri di mezze verità. E poichè le mezze verità sono insieme mezzi errori, le opere di questi due generi non sono storia seria".

Una cronaca scandalosa, secondo Kung non è storiografia, ma una raccolta di storie scandalose e pettegole di un'epoca o di un determinato ambiente. L'immagine ostile del cristianesimo, perciò, non può spiegare il problema di cosa sia realmente il critianesimo, così come non può essere utile  una tradizionale immagine ideale di esso.

Cosa è necessario sostituire a questa falsa ricerca che non ha nulla di veritiero? La comprensione storico-critica nella veracità e nella giustizia, la quale poi dovrà costituire il fondamento per il giudizio.

L'immagine reale del cristianesimo si comprende, dunque, solo se si ha la volontà di investigare sulla dialettica di luci e ombre storiche, di bene e male presente nei 2000 anni di storia cristiana.

Un impegno serio e molto difficile da portare avanti, ben diverso dalla facile divulgaziione di maldicenze e malesseri personali contro questo o quell'altro.

Dopo aver letto le pagine del libro di Hans Kung non ho potuto fare a meno di vedere il loro riflesso nel modo in cui viene affrontato lo studio di gruppi religiosi minoritari nei confronti dei quali l'atteggiamento di alcuni "studiosi" sembra essere molto simile a quello di Nietzsche verso il Cristianesimo, con i dovuti e necessari distinguo, naturalmente (mi riferisco all'alto livello di Nietzsche e all'infimo livello di certi "studiosi" nostrani).

In altri post di questo Blog ho richiamato la necessità di assumere un atteggiamento etico nei riguardi delle minoranze religioso-spirituali che sono presenti in mezzo a noi quando ci accingiamo a studiarle e, forse, anche  a giudicarle.

Di fronte a certe pubblicazioni (trasmissioni, articoli ecc.) piene di oscurità, criminalità, inganni, diffuse da chi si sforza per mettere in luce tutto il male svelato da ex membri insoddisfatti e disillusi, mi sento di condividere l'opinione di Kung quando parla dei nemici giurati del cristianesimo che scrivono opere denigratorie piene di odio contro questa religione. 

Egli dice che queste opere, lugubri storie di atrocità, non solo a lungo andare suscitano la noia dei loro lettori, ma non danno alcun contributo alla conoscenza, nè sono servite al loro scopo: distruggere il cristianesimo. 

Concludo con queste parole di Kung che ritengo particolarmente condivisibili: 


"... chi da un paesaggio raccoglie soltanto ombre, non può che offrire un gioco di ombre. 
E chi va a cercare intenzionalmente tutte le pozzanghere, a torto si lamenta della strada..."


1 commento:

Anonimo ha detto...

Gentile Dottoressa,

ho letto il Suo post e lo ritengo molto interessante.

Persone come Lei che leggono cose diverse, approfondiscono, riflettono, paragonano, PENSANO sono una benedizione!

Il mondo purtroppo è pieno di persone PICCOLE che copiano, imitano malamente, e soprattutto che vedono solo le pozzanghere!

Continui così la Sua battaglia alla fine otterrà certamente dei risultati concreti.

Enrico